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Roma: chi è Popyrin, l’australiano avversario di Sinner

Alexei Popyrin, dopo un inizio di 2026 complicato, pare aver ritrovato certezze con le vittorie su Berrettini e Mensik.

Roma: chi è Popyrin, l’australiano avversario di Sinner

Alexei Popyrin si presenta agli ottavi degli Internazionali d’Italia con la voglia di cambiare il corso di una stagione fin qui deludente. L’australiano, arrivato a Roma lontano dalle migliori posizioni del ranking e con appena quattro vittorie raccolte in tutto il 2026, ha trovato al Foro Italico segnali incoraggianti e soprattutto risultati pesanti.

Prima il successo contro Matteo Berrettini, poi quello in tre set contro Jakub Mensik: due vittorie che gli hanno restituito fiducia e rilanciato le ambizioni in un torneo che ora gli propone l’ostacolo più complicato possibile, Jannik Sinner.

Quello tra l’azzurro e Popyrin sarà il quarto confronto in carriera. Curiosamente, fino allo scorso agosto era proprio l’australiano a essere avanti nei precedenti grazie al successo ottenuto sulla terra rossa di Madrid nel 2021, quando batté Sinner 7-6 6-2 negandogli anche una possibile sfida contro Rafael Nadal agli ottavi. Da allora, però, lo scenario è completamente cambiato.

Negli ultimi mesi Sinner ha ribaltato il bilancio degli scontri diretti mostrando tutta la crescita che lo ha portato stabilmente ai vertici del tennis mondiale. Prima la vittoria netta sul cemento di New York, poi quella conquistata a Doha lo scorso febbraio con il punteggio di 6-3 7-5. Adesso l’altoatesino cerca anche il primo successo contro Popyrin sulla terra battuta, superficie sulla quale l’australiano conduce ancora 1-0 nei precedenti.

Per Popyrin, però, arrivare a questo punto del torneo rappresenta già una piccola rinascita. Dopo essere salito fino al numero 19 del ranking mondiale grazie anche al trionfo nel Masters 1000 del Canada due anni fa, il tennista australiano ha vissuto un lungo periodo complicato, scivolando fino all’attuale posizione numero 60 del mondo. Il 2026, fino a Roma, aveva regalato pochissime soddisfazioni e diverse eliminazioni premature.

La vittoria contro Berrettini ha rappresentato una svolta importante anche dal punto di vista mentale. “Sono stato solido. Devo migliorare alcune cose, ma considerando l’ultimo anno che ho vissuto direi che è stata un’ottima prestazione”. Un successo arrivato dopo settimane difficili, nelle quali Popyrin aveva deciso persino di fermarsi per ritrovare energie e serenità.

“Dopo la Spagna ho scelto di staccare per due settimane, decidendo di non giocare. Credo che abbia funzionato: forse dovevo solo resettarmi”. La risposta del campo gli ha dato ragione. Contro Mensik, nonostante il ritorno del ceco nel secondo set, l’australiano ha saputo restare lucido chiudendo il match 6-3 2-6 6-4 dopo oltre due ore di battaglia.

Fuori dal campo, Sinner e Popyrin condividono anche una grande passione per il calcio. Per Jannik rappresenta uno svago nei momenti liberi dal tennis, mentre per l’australiano avrebbe potuto trasformarsi addirittura in una carriera alternativa.

Da adolescente, durante gli anni vissuti a Dubai, Popyrin divideva le sue giornate tra allenamenti di calcio e tennis sotto la guida dell’ex nazionale inglese Carlton Palmer.

Alla fine, però, a vincere fu il tennis. Decisivo anche l’intervento della madre Elena, che convinse Palmer ad assistere a un allenamento del figlio con la racchetta.

Dopo averlo osservato per un paio d’ore, il tecnico inglese capì immediatamente quale fosse la strada giusta: “Ha ragione lei, signora. Lasciamolo concentrare sul tennis”. Una scelta che oggi porta Popyrin ancora una volta davanti a Sinner, sul palcoscenico più importante di Roma.