Il finale di stagione deciderà non soltanto il destino europeo del Milan, ma anche gli equilibri interni del club. A Casa Milan ogni valutazione è stata rinviata alle ultime due partite, ma intanto il mercato dei dirigenti si muove già con forza. E tra i profili che continuano a essere monitorati con attenzione c’è quello di Tony D’Amico.
L’attuale direttore sportivo dell’Atalanta era già stato preso in considerazione la scorsa estate, quando l’ad Giorgio Furlani aveva deciso di inserire una figura più tecnica nell’organigramma rossonero. Alla fine la scelta cadde su Igli Tare, ma oggi anche il dirigente albanese è sotto osservazione dopo una stagione dai risultati altalenanti.
D’Amico verso l’addio all’Atalanta
Le parole dell’ad atalantino Luca Percassi hanno lasciato pochi dubbi sul possibile divorzio tra il club bergamasco e D’Amico. Un rapporto forte, costruito negli anni, ma che sembra ormai vicino alla conclusione.
Arrivato nel 2022 dopo l’esperienza al Verona, il dirigente ha avuto un ruolo centrale nella crescita dell’Atalanta, contribuendo ai recenti successi sportivi e alla sostenibilità economica del club.
Nel suo percorso tra Verona e Bergamo, D’Amico ha dimostrato grande abilità nel costruire squadre competitive valorizzando investimenti sostenibili e plusvalenze strategiche.
Plusvalenze e intuizioni: il marchio di fabbrica di D’Amico
A Verona il dirigente si era messo in mostra con operazioni diventate emblematiche, come quelle legate a Kumbulla, Rrahmani e Amrabat, acquistati a costi contenuti e rivenduti per oltre 60 milioni complessivi.
A Bergamo il livello si è ulteriormente alzato. Con D’Amico sono arrivati giocatori come Ederson, De Ketelaere, Scamacca, Hien, Retegui e Kolasinac, tutti protagonisti del recente ciclo vincente atalantino.
Emblematico il caso di Retegui, acquistato per circa 20 milioni e poi ceduto in Arabia Saudita per oltre 60, mentre Kolasinac, arrivato a parametro zero, è diventato rapidamente uno dei leader dello spogliatoio.
Milan alla finestra, ma non solo
Se al termine della stagione il Milan decidesse di modificare il proprio assetto dirigenziale, D’Amico sarebbe pronto a entrare in corsa. Il suo profilo piace per competenze tecniche, capacità di costruzione e attenzione ai bilanci.
Ma i rossoneri non sono gli unici interessati. Anche la Roma potrebbe rappresentare una destinazione concreta, soprattutto in caso di ricongiungimento con Gian Piero Gasperini. Sullo sfondo resta viva anche l’ipotesi Napoli, qualora si aprissero nuovi scenari nell’area sportiva.
Intanto il valzer dei direttori sportivi coinvolge anche altri nomi: da Giovanni Manna a Cristiano Giaretta, in un’estate che si preannuncia movimentata non soltanto sul mercato dei giocatori.