Tempo di analisi in casa Serie A. A fare il punto è stato il presidente della Lega, Ezio Simonelli, intervenuto a Radio Anch’io lo Sport per affrontare i principali temi del campionato appena concluso: dai disordini nei derby alla questione calendario, fino al possibile futuro del torneo italiano.
Il numero uno della Lega ha definito il bilancio complessivamente positivo, pur senza nascondere l’amarezza per gli episodi accaduti nell’ultimo turno.
“Campionato bello e combattuto”
Simonelli ha voluto sottolineare il valore della stagione appena terminata, elogiando diverse realtà protagoniste del campionato.
“È stato un torneo combattuto e spettacolare”, ha spiegato, facendo i complimenti al Como per la storica qualificazione in Champions League dopo la scalata dalla Serie D in appena quattro anni. Parole di apprezzamento anche per la Roma, tornata nell’Europa che conta, e per il Lecce, capace di conquistare una preziosa salvezza.
Secondo Simonelli, il calcio italiano continua a godere di ottima salute sotto il profilo dell’interesse pubblico: “Non sono d’accordo con chi parla di disastro. I dati sugli ascolti televisivi e sulle presenze allo stadio raccontano altro”.
Derby a fine stagione: cambia il calendario?
Dopo i problemi registrati negli ultimi derby, la Lega riflette su possibili modifiche nella compilazione del calendario. Simonelli ha aperto chiaramente all’ipotesi di evitare le stracittadine nelle ultime giornate.
“Niente derby nei finali di stagione? È un parametro che inseriremo tra le variabili da considerare”, ha spiegato il presidente.
Una presa di posizione netta anche contro il potere esercitato dalle frange più estreme del tifo organizzato: “È surreale che una minoranza di tifosi pensi di poter decidere se una partita si debba giocare o meno. I tifosi sono tutto lo stadio, non solo le curve”.
Calendario, contemporaneità e spezzatino
Simonelli ha annunciato che il prossimo calendario di Serie A verrà presentato il 5 giugno a Parma, così da permettere ai tifosi di organizzare in anticipo trasferte e impegni.
Sul ritorno delle partite in contemporanea, però, il presidente ha frenato: il fascino delle vecchie domeniche radiofoniche resta, ma le esigenze televisive continuano a pesare enormemente.
“Lo spezzatino è ciò che oggi garantisce maggiori ricavi”, ha ammesso Simonelli, lasciando intendere che difficilmente si tornerà al passato.
Serie A a 18 squadre e partite all’estero
Tra i temi affrontati anche la possibile riduzione della Serie A da 20 a 18 squadre. Simonelli ha chiarito che qualsiasi modifica del format dovrà passare attraverso un accordo federale con tutte le componenti del calcio italiano.
Infine, uno sguardo al futuro internazionale del campionato: la Lega continua a valutare la possibilità di disputare gare ufficiali all’estero.
Il presidente ha ricordato il tentativo di organizzare Milan-Como a Perth, spiegando che oggi regolamenti UEFA e FIFA consentono questo tipo di operazioni seguendo procedure precise. Un’idea che potrebbe diventare concreta nei prossimi anni per aumentare ulteriormente la visibilità globale della Serie A.