Crisi Milan

Milan, Conceiçao: “Senza una società forte lo spogliatoio crolla”

L’ex tecnico rossonero analizza la crisi: “Ambiente instabile, serviva più protezione”.

Milan, Conceiçao: “Senza una società forte lo spogliatoio crolla”

Il momento del Milan continua a essere delicatissimo. Dopo una prima parte di stagione vissuta nelle zone alte della classifica, la squadra di Massimiliano Allegri è sprofondata in una crisi profonda che mette seriamente a rischio la qualificazione alla prossima Champions League. Da domani scatterà anche il ritiro, segnale evidente della tensione che si respira in casa rossonera.

Nel frattempo è tornato a parlare Sergio Conceiçao, oggi allenatore dell’Al Ittihad in Arabia Saudita, che in un’intervista a Repubblica ha ripercorso i suoi sei mesi alla guida del Diavolo, soffermandosi anche sulle difficoltà strutturali del club.

“Ho trovato un gruppo che voleva lavorare”

Il tecnico portoghese ha ricordato il suo arrivo sulla panchina rossonera dopo l’esperienza di Paulo Fonseca:

“Ero stato chiamato per portare a termine un lavoro in cui Fonseca aveva trovato difficoltà, pur essendo anche lui un grandissimo allenatore”.

Conceiçao ha poi sottolineato il buon impatto iniziale con la squadra:

“Ho trovato un gruppo che voleva lavorare: c’era la Supercoppa italiana in Arabia, abbiamo battuto Juve e Inter e l’abbiamo vinta”.

Immancabile il riferimento alla celebre esultanza col sigaro:

“È un mio marchio di fabbrica. Qui in Arabia mi sono affezionato ai sigari, dato che il vino non è concesso”.

“Troppi impegni e poco lavoro sul campo”

Secondo l’ex allenatore del Milan, il calendario fitto ha inciso pesantemente sul rendimento della squadra:

“Giocavamo ogni tre giorni, ci allenavamo in partita. Tanti video, poco lavoro in campo”.

Nonostante tutto, Conceiçao considera comunque positiva la sua esperienza:

“Abbiamo fatto due finali. Una l’abbiamo persa contro il Bologna, ma sarebbe potuta andare diversamente”.

Il portoghese ha poi evidenziato la complessità dell’ambiente rossonero:

“Non è facile fare l’allenatore del Milan. È una squadra storicamente abituata a vincere e a giocare stagioni di altissimo livello”.

L’attacco alla società: “Serviva più protezione”

La parte più dura dell’intervista riguarda però il rapporto con il club e la gestione dell’ambiente:

“Dopo il primo pareggio col Cagliari hanno iniziato a circolare voci sul mio sostituto e nessuno della dirigenza le ha smentite”.

Per Conceiçao, proprio questa mancanza di stabilità ha avuto effetti diretti sullo spogliatoio:

“L’instabilità dell’ambiente arriva anche da lì. Non era facile giocare con i tifosi che disertavano la curva”.

Il tecnico ha anche sottolineato il peso dei social sui giocatori:

“Quello che si diceva di noi arrivava ai calciatori. Ci sarebbe servita grande protezione da parte del club”.

E infine l’affondo più significativo:

“Se la società non è forte, lo spogliatoio non può essere forte”.

“Pulisic e Gabbia leader veri”

Conceiçao ha concluso parlando dei leader interni al gruppo rossonero, spiegando cosa significhi davvero guidare uno spogliatoio:

“Leader è chi dà l’esempio, anche fuori dal campo, dal riposo alla nutrizione”.

Tra i giocatori che più lo hanno colpito ha citato Christian Pulisic e Matteo Gabbia:

“Pulisic e Gabbia erano leader per l’esempio che davano, ma non erano gli unici”.