Damien Comolli rompe il silenzio e alcune sue dichiarazioni non sarebbero state accolte con entusiasmo da Luciano Spalletti. Un tema che inevitabilmente finirà sul tavolo del confronto che John Elkann avrà nei prossimi giorni con l’amministratore delegato bianconero, il tecnico e Giorgio Chiellini, chiamati a delineare il futuro della Juventus.
Secondo quanto riportato da La Stampa, Spalletti non considera negativa la propria gestione, iniziata dalla decima giornata di campionato, e ritiene di non aver avuto un reale peso nelle strategie di mercato. Comolli ha spiegato che le operazioni di gennaio, in particolare quelle relative a Boga e Holm, erano state condivise con l’allenatore. Una versione che trova conferme solo in parte, perché resta evidente come la priorità indicata dal tecnico — l’arrivo di una prima punta — non sia mai stata soddisfatta.
Le divergenze tra i due, comunque, non vengono considerate insanabili. Sia Comolli sia Spalletti sarebbero intenzionati a trovare un punto d’incontro, anche perché Elkann avrebbe espresso chiaramente la volontà di evitare nuovi scossoni a livello dirigenziale, invitando tutte le componenti del club a collaborare.
Il summit, atteso tra venerdì e lunedì, sarà quindi decisivo. Spalletti si presenterà con richieste precise: innanzitutto vuole evitare l’ingresso di ulteriori figure esterne alla Continassa che possano interferire con il lavoro tecnico quotidiano. Inoltre chiederà un coinvolgimento totale nelle prossime scelte di mercato.
In quest’ottica, il tecnico vedrebbe con favore il possibile ritorno di Matteo Tognozzi, profilo che però non era stato preso in considerazione da Comolli né prima dell’arrivo di Modesto come direttore tecnico né successivamente con l’ingaggio di Ottolini nel ruolo di direttore sportivo.