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Furlani: “Il sorriso durante la contestazione? Era solo tensione”

L’ad del Milan difende il suo operato dopo le pesantissime critiche ricevute domenica a San Siro.

Furlani: “Il sorriso durante la contestazione? Era solo tensione”

Nel momento più delicato della stagione del Milan, Giorgio Furlani finisce al centro della contestazione dei tifosi. L’amministratore delegato rossonero, però, prova a chiarire la propria posizione e soprattutto il significato di quel sorriso immortalato durante la protesta della Curva Sud contro la dirigenza.

Un’immagine diventata rapidamente virale, interpretata da molti come una provocazione nei confronti dei tifosi, ma che secondo Furlani raccontava tutt’altro stato d’animo.

“Era un’espressione di stress, la tensione era altissima vista anche la posta in palio della partita”.

Il dirigente ha poi ribadito il proprio legame personale con il club:

“Sono tifoso rossonero fin da bambino”.

Il modello RedBird: conti in ordine e autosostenibilità

Dietro le critiche dei tifosi c’è anche la filosofia gestionale imposta da RedBird, che punta su un modello di autosostenibilità economica.

Il Milan oggi viene considerato uno dei club meglio amministrati in Italia e in Europa, con bilanci solidi e conti sotto controllo. Una strategia che però, nel calcio italiano, spesso divide la tifoseria quando i risultati sportivi non arrivano.

La linea della proprietà è chiara: il club deve autofinanziarsi attraverso:

  • cessioni;
  • ricavi commerciali;
  • introiti della Champions League.

Un’impostazione molto diversa rispetto all’era Elliott, che dopo aver salvato il club dalla crisi della gestione cinese investì circa 500 milioni di euro tra rilancio societario e mercato.

Lo scudetto del 2022 come modello

La dirigenza continua a considerare il trionfo del 2022 come l’esempio perfetto di sostenibilità sportiva ed economica.

Con Stefano Pioli in panchina, il Milan riuscì infatti a vincere lo scudetto mantenendo una rosa giovane e valorizzando il patrimonio tecnico del club. L’esperienza di giocatori come Giroud, Kjaer e Ibrahimovic si unì alla crescita di tanti giovani talenti.

In quel periodo Furlani operava ancora come manager di Elliott, prima del passaggio definitivo a RedBird.

Il mercato da 180 milioni e le scelte contestate

La scorsa estate il Milan ha comunque investito pesantemente sul mercato, spendendo oltre 180 milioni di euro per provare a rilanciare il progetto tecnico.

Furlani ha scelto di affiancare alla società un direttore sportivo di esperienza e di puntare su Massimiliano Allegri come guida tecnica.

Tra gli acquisti più costosi figurano:

  • Christopher Nkunku
  • Jashari

Due operazioni superiori ai 30 milioni che, almeno finora, non hanno rispettato le aspettative, come già accaduto in passato con Charles De Ketelaere.

Le mosse estive erano nate per correggere gli errori della stagione precedente, chiusa con la fine del ciclo Pioli e i tentativi falliti prima con Fonseca e poi con Conceiçao.

Champions a rischio e contestazione crescente

I risultati, però, continuano a deludere. Il Milan resta distante dall’Inter e ora vede seriamente in pericolo la qualificazione alla prossima Champions League.

Una situazione che ha inevitabilmente acceso la protesta dei tifosi contro la società e contro lo stesso Furlani, diventato il simbolo della gestione attuale.

Nonostante il clima pesante, l’ad ha comunque deciso di essere presente a San Siro durante l’ultima partita, accettando il confronto diretto con la contestazione della Curva Sud.

Il rapporto tra sostenibilità economica e ambizioni sportive resta il grande tema del presente rossonero. E in casa Milan il dibattito è più acceso che mai.