Verso Torino-Juventus

D’Aversa: “Possiamo fare la storia, oggi conta solo il derby”

Il tecnico granata è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Torino-Juventus (domani, ore 20.45). Ecco le sue dichiarazioni.

D’Aversa: “Possiamo fare la storia, oggi conta solo il derby”

Roberto D’Aversa è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Torino-Juventus (domani, ore 20.45). Ecco le sue dichiarazioni.

Prende la parola D’Aversa:

“Buongiorno a tutti, prima di rispondere alle vostre domande ci tenevo a ringraziare pubblicamente i nostri tifosi, sia quelli che sono venuti questa mattina al Filadelfia sia quelli che verranno domani allo stadio e anche quelli che da lontano non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto. Questa mattina al Filadelfia è stato emozionante e questo sentimento volevo renderlo pubblico e quindi ringraziare per quello che è successo.
A voi giornalisti chiedo la cortesia di farmi domande solo sulla partita di domani che è molto importante e poi nel post partita faremo il terzo tempo e per 45 minuti risponderò a tutte le domande che vorrete farmi”.

Avendo raggiunto l’obiettivo e anche in anticipo: cosa può dare, aggiungere e cosa significa vivere il derby per la prima volta?
“Sicuramente sarà emozionante, ci sarà il nostro pubblico che difficilmente abbiamo visto quest’anno. Domani non bisogna assolutamente pensare alla classifica. Da quando siamo arrivati noi abbiamo ottenuto l’obiettivo che ci eravamo prefissati e con dei buoni numeri. Si è dato valore a tutti i giocatori che per un periodo lo avevano perso, e anche evitato quello che era accaduto l’anno scorso la fine del campionato dove magari non c’erano state prestazioni e su questo il presidente si era molto raccomandato. Domani abbiamo l’opportunità bellissima di scrivere una pagina importante, gloriosa della storia del club perché il derby è una partita molto sentita e quindi dobbiamo cercare di finire il campionato mettendo la ciliegina sulla torta. Non c’è la posizione in classifica, non c’è un trofeo in palio, ma possiamo entrare nella storia del club visto che l’ultimo derby è stato vinto tanto tempo fa”.

Quali sono i comandamenti per il derby che ha dato ai giocatori?
“Il derby è una partita non simile alle altre, è inutile girarci intorno. Il calendario lo ha messo all’ultima giornata e il tasto su cui ho battuto e che i giocatori dal nostro arrivo hanno dimostrato di essere diversi da quelli che erano prima. E dove c’erano critiche ora ci sono complimenti. E quindi quello che siamo riusciti a fare è rendere i nostri tifosi orgogliosi di noi. E domani abbiamo un’occasione fondamentale, importante perché la partita può cancellare tutto ciò che è successo prima di domani sera. Per cui ho chiesto ai giocatori di vivere questa partita con la voglia e la mentalità di cercare di entrare nella Storia del club e vincendo il derby lo si fa”.

Cosa vi ha detto Graziani quando giovedì è passato al Filadelfia?
“Il team manager Andreini mi ha avvertito che c’era Graziani e l’ho invitato nel mio ufficio perché penso che sia un buon rappresentante della Storia di questo club e soprattutto è stato un giocatore importante che ha indossato questa maglia e quindi è uno di quelli che può trasmettere lo spirito granata. Ho semplicemente parlato con lui e prima di fare la seduta video con i giocatori l’ho portato a salutare e a dare l’in bocca al lupo ai ragazzi. E’ stata una bella visita”.

Finalmente avrà i tifosi allo stadio, quanto conterà la spinta del dodicesimo uomo? E quanta voglia c’è di proseguire il rendimento interno quasi da record?
“L’ho sempre detto che mi dispiaceva che non ci fossero i nostri tifosi perché si sarebbero divertiti a vedere queste partite. Il cammino in casa è stato molto, molto importante. Manca ancora una gara e mi auguro che da parte nostra ci sia la volontà di continuare questa striscia positiva anche e soprattutto davanti al nostro pubblico. Questi ragazzi hanno lavorato quotidianamente duramente anche per far sì che i nostri tifosi tornassero allo stadio”.

C’è un derby della Mole che ricorda particolarmente, anche se non ne ha disputati?
“Penso che il derby della Mole sia quello di chi ha costruito la propria Storia con i trofei contro chi ha costruito la propria gloria con la propria Storia. Da parte nostra deve esserci la volontà di vincere il derby per la nostra gente e in questo momento l’unico mio pensiero è che ho sempre voglia di vincere, domani a maggior ragione non mi interessa né la Champions League né le panchine e non ho nient’altro in mente se non il Toro e la maglia granata”.

Ci sono novità dall’infermeria? E quanti dubbi di formazione ha ancora?
“Qualche dubbio ce l’ho ancora e dipende da come si vuole partire e finire la partita. Nelle scelte iniziali considererò anche che essendoci il pubblico molto probabilmente ci sarà la tensione e quindi ci sarà bisogno d’esperienza e di gente abituata a queste partite. Le scelte le farò all’ultimo perché è l’unico modo per rispettare questi ragazzi: valutando il lavoro quotidiano di tutta la settimana per poi scegliere chi andrà in campo dall’inizio e chi subentrare per far sì che possano essere determinanti come è accaduto in altre partite. Infermeria? Mancheranno Marianucci, Anjorin, Savva e Aboukhlal, rientrano Ismajli e Tameze che si è allenato regolarmente con la squadra tutta la settimana”.

Che partita si aspetta dalla Juventus?
“Analizzare la gara contro la Fiorentina lo si è fatto, ma domani è il derby, una partita completamente diversa e da parte di entrambe le squadre c’è la volontà di fare risultato. Loro hanno ancora un obiettivo da raggiungere, anche se non dipende solo da loro ma da altre squadre. Essendo una partita diversa guai sottovalutare l’avversario ragionando sulla Fiorentina o sulla prestazione con il Verona in casa. La prestazione col Verona in casa invece deve far pensare a noi che non è tutto scontato. Col Verona avevamo vinto, ma essendo un derby deve farci capire che decadere tutto ciò che è successo fino alla partita precedente”.

Dato per scontato che il derby è una partita particolare che si prepara da sola, quanto è carica e concentrata la squadra in vista di domani che giocherà, dopo tanto tempo, nel suo stadio pieno e praticamente tutto granata?
“Sono partite che si preparano da sé, ma quando c’è il derby si deve essere bravi a far sì di arrivare carichi domani sera e non avere durante la settimana uno spreco di energie che può far arrivare molli a una gara così importante. Ho cercato di far capire l’importanza della partita, che è fondamentale per noi, ma allo stesso tempo impedire che le energie nervose venissero sprecate in settimana togliendole alla partita di domani”.

Non avere più nulla da ottenere in classifica, poiché anche in caso di vittoria oltre al 12° posto il Torino non può andare, può essere un vantaggio per provare a vincere il derby tenuto conto che non accade da 11 anni e quasi un mese?
“La classifica non conta in queste gare, ma deve esserci la volontà e l’orgoglio di entrare nella Storia per vivere una serata gloriosa per noi, per le nostre famiglie e soprattutto per il nostro pubblico che domani sarà presente allo stadio. Più di questo non vedo altre o più importanti motivazioni”.

Mondonico disse che Juve-Toro era la sfida degli indiani contro i cowboy e Mihajlovic quella del popolo contro i padroni: per lei qual è la definizione più giusta?
“L’ho detto prima, per me si affrontano una squadra che ha costruito la Storia con i trofei e l’altra ha costruito la propria gloria con la sua Storia. E noi abbiamo la possibilità di scrivere una pagina importante e storica di questo club”.

La Juventus sta vivendo un periodo difficile e ha ancora residue speranze di andare Champions, ma come cambia senza Bremer e Yildiz?
“Sarebbe da chiedere a Spalletti, vi sarei grato se me lo faceste sapere (ride, ndr). Da loro ci saranno assenze come da noi. Ma dove ci sono assenze, ci sono opportunità. Spalletti è un grande allenatore e nella ho avuto l’opportunità di incontrarlo più volte quando allenavo l’Empoli perché lui vive in Toscana. Sulle difficoltà sicuramente sarà bravo a far trovare la squadra pronta. Noi non possiamo ragionare pensando di incontrare una squadra in difficoltà, ma sul fatto di incontrae la Juventus che sta lottando ancora per ottenere il pass per la Champions. Come ho detto non deve interessarci nulla se non il fatto che vogliamo scendere in campo per vincere questo derby”.

Cosa la incuriosisce di più sul derby?
“Mi auguro di rivivere le stesse emozioni di questa mattina quando ci sono stati i tifosi all’allenamento e di viverne altre che non ho mai vissuto perché da allenatore è la prima volta che ci sarà tutto il pubblico e mi auguro di vivere le stesse emozioni dei risultati positivi che abbiamo fatto sempre in casa.  affronto un derby e di trovare un altro risultato positivo in casa contro una squadra forte come la Juve perché è un derby. Davanti al nostro pubblico, vorrei che alla fine esultassimo e festeggiassimo tutti insieme chiudendo un’annata iniziata male, non era facile uscirne da quella situazione. Se ci siamo riusciti è merito esclusivamente di questi ragazzi: vorrei che si prendessero una giornata di gloria”.

Quanto spera che non sia la sua ultima partita al Toro?
“Domani è l’ultima partita del campionato. Se mia o no, non ha importanza: è importante solo il derby, la partita e non D’Aversa o i singoli. Sei molto bravo come giornalista, ma non sottovalutarmi: domani risponderò a tutte le domande”.

Quanto saranno importanti Vlasic, Simeone, Zapata o giovani come Ilkhan o latri come Pedersen e Obrador?
“Ancora qualcuno e dici la formazione completa (ride, ndr). Domani ci sarà il sold-out ed è un aspetto molto importante l’emotività e la serenità che dovremo avere per affrontare la partita con lucidità. E nelle scelte iniziali molto probabilmente considererò tutti gli aspetti perché è l’ultima partita, è il derby e ci sarà il nostro pubblico. E c’è bisogno di più giocatori che abbiano già esperienza in questo tipo di partite. O magari può esserci il fattore della gioventù che dà spensieratezza. Quindi vi ho dato qualche dubbio sulla scelta dell’attaccante”.

Gabellini?
“Gabellini come anche Bellini non vengono convocati per fare numero. Ultimamente ho avuto la possibilità di allenarli rispetto a quando sono arrivato. Gabellini è un giocatore che, secondo me, può avere un buon futuro come Carrascosa. Sono contento che domani in panchina ci saranno anche i giocatori del vivaio perché credo che un club come il Torino debba lavorare anche su questo, un aspetto sul quale dobbiamo migliorare”.

Cosa ci dice del percorso di Spalletti alla Juve dopo la Nazionale?
“Ha dato subito un’impronta alla squadra. Mi dispiace per la sua esperienza in Nazionale perché è un allenatore molto bravo e noi giovani abbiamo spesso e volentieri preso qualche spunto da lui in passato. E’ chiaro che abbia sistemato la squadra e poi il momento di difficoltà, ma due partite non possono cancellare le cose buone che ha fatto perché non è sempre semplice subentrando in corsa trasmettere le proprie idee, mentre avendo più tempo lo si fa in maniera più semplice. Tutto questo non cancella la mia stima nei suoi confronti per cosa è successo in Nazionale anche perché dopo le cose non è che siano andate molto meglio”.