Nel corso del convegno “L’importanza del capitale umano nel calcio. Il ruolo del vivaio come leva di sviluppo e sostenibilità”, organizzato dalla Lega di Serie B Serie B al centro tecnico federale di Coverciano, a Firenze, l’ex campione del mondo Andrea Barzagli, oggi allenatore in seconda della Nazionale Under 21, ha riflettuto sul percorso dei giovani calciatori italiani e sulle difficoltà che incontrano nel passaggio al professionismo.
Secondo Barzagli, la crescita di un giovane non può prescindere da un lavoro condiviso tra staff tecnici e ragazzi. In particolare, ha sottolineato come il percorso debba essere guidato e strutturato, affermando che “serve un percorso, serve qualcuno che riesce a parlarci, a dargli possibilità, a farli sbagliare, a dargli sicurezze, e dalla parte dei ragazzi serve quella cattiveria e quella voglia di arrivare” e “quindi è un percorso fatto di persone che ti spingono a crescere, che ti fanno sbagliare, che ti insegnano determinate cose, ma serve anche carattere da parte dei ragazzi“.
L’allenatore ha poi evidenziato come il talento giovanile in Italia non manchi, ma si interrompa spesso nel passaggio tra settore giovanile e prima squadra. Ha spiegato infatti che “i giovani secondo me in Italia ci sono, ci sono ragazzi bravi – ha proseguito l’ex campione del mondo – Manca quel passaggio alle prime squadre e manca quel saltino in più nella prima squadra per starci e per poter sbagliare, poter giocare titolare, potersi fare delle esperienze. Facciamo molto fatica su quello, mentre se vediamo sia i campionati sia le nazionali giovanili, ci sono ragazzi interessanti che giocano con le miglior nazionali e riescono ad arrivare in fondo in tutte le competizioni. Quindi i giovani ce l’abbiamo, ci manca quel passo, e secondo me per quel passo serve anche un po’ di coraggio e serve ogni tanto anche chiudere un occhio perché si dà sempre maggiore evidenza all’errore del ragazzo rispetto a quello di qualche giocatore che ha più esperienza“.
Infine, Barzagli ha citato alcuni giovani già nel giro dell’Under 21 Italia Under 21, come Mattia Palestra, Niccolò Pisilli, Michael Kayode, Tommaso Bartesaghi, Cher Ndour e Pio Esposito, sottolineando come il loro sviluppo possa rappresentare una base importante per il futuro.
“Abbiamo dei ragazzi che sono in rampa di lancio – ha spiegato – anche noi in Under 21 abbiamo iniziato il nostro percorso: ci sono i vari Palestra, Pisilli, Kayode, Bartesaghi, in futuro può essere Ndour, c’è Pio Esposito, e noi non l’abbiamo mai avuto. Secondo me, ripartire da loro sarebbe fondamentale, soprattutto per dargli quella fiducia per poter esplodere, come a volte fanno in altre nazionali quando li vedono pronti. Però per questo processo ci deve essere un po’ di coraggio, e vedo, anche a proposito del tema di oggi, che in Serie B sta arrivando questo processo: ci sono squadre che puntano molto sui ragazzi. Anche noi in Under 21 abbiamo tanti ragazzi di serie B che giocano titolari, che stanno facendo le loro esperienze, stanno facendo anche dei grandi campionati. Questo – ha concluso Barzagli – mi fa ben sperare, però serve da parte di tutti un po’ di coraggio in più“.