Panchina biancoceleste

Lazio, Palladino il favorito per raccogliere l’eredità di Sarri

Raffaele Palladino a Roma, Maurizio Sarri a Bergamo. Potrebbero fare il giro opposto l'allenatore campano e quello toscano.

Lazio, Palladino il favorito per raccogliere l’eredità di Sarri

Il ciclo di Maurizio Sarri alla Lazio è ormai arrivato al capolinea, quello di Raffaele Palladino potrebbe cominciare presto. Anche se manca ancora l’ufficialità, la sensazione è che la sfida contro il Pisa rappresenti l’ultimo atto della sua esperienza sulla panchina biancoceleste. Un epilogo che apre inevitabilmente la fase delle riflessioni e delle scelte per il futuro del club.

Già nei prossimi giorni è previsto un confronto tra il tecnico e il presidente Claudio Lotito per definire la risoluzione del contratto che lega Sarri alla Lazio fino al 2028. Un passaggio formale ma decisivo, che segnerà l’inizio di una nuova era a Formello.

Nel frattempo, la società si è già messa in moto per individuare il prossimo allenatore. Il casting è stato avviato e verrà seguito in prima persona da Lotito, che tornerà così al centro delle decisioni tecniche dopo una fase in cui il lavoro era stato maggiormente delegato all’area sportiva. Negli ultimi anni, infatti, le scelte erano passate soprattutto dal direttore sportivo Angelo Fabiani, mentre in passato il presidente aveva avuto un ruolo più diretto nella definizione della guida tecnica.

Al momento il processo è ancora nelle fasi iniziali, ma un nome sembra partire leggermente avanti rispetto agli altri: quello di Raffaele Palladino. Il tecnico, già valutato dalla Lazio in passato prima dell’arrivo di Baroni, piace per idee di gioco, capacità di valorizzare i giovani e approccio diretto con lo spogliatoio.

Anche sul piano economico il suo profilo viene considerato sostenibile, elemento non secondario nella costruzione del nuovo progetto. Palladino rappresenterebbe una scelta di continuità evolutiva, con margini di crescita importanti e un percorso già avviato nel calcio di alto livello.

La decisione finale, però, non è ancora vicina. Prima sarà necessario risolvere tutte le situazioni contrattuali in sospeso, a partire proprio da quella di Sarri. Solo dopo si entrerà nel vivo delle valutazioni e dei contatti diretti, con un incontro tra le parti destinato a diventare lo snodo decisivo.

Accanto alla pista italiana resta viva anche l’idea di un profilo straniero. La Lazio sta infatti valutando con attenzione il mercato internazionale degli allenatori, alla ricerca di una figura capace di portare un approccio diverso e, allo stesso tempo, di reggere la pressione di un ambiente storicamente esigente.

Tra i nomi circolati c’è quello di Kosta Runjaic, anche se la sua posizione contrattuale con l’Udinese rende complicata ogni eventuale trattativa. Piace anche Fabio Grosso, ma su di lui è forte l’interesse della Fiorentina, elemento che riduce ulteriormente i margini di manovra.

Un’ulteriore opzione porta a Dino Toppmöller, profilo giovane ma già con esperienze significative in Bundesliga, attualmente libero dopo la recente esperienza all’Eintracht Francoforte. Una candidatura che rispecchia l’idea di puntare su un tecnico moderno, in grado di lavorare su medio-lungo periodo.

La Lazio, insomma, si trova davanti a una scelta strategica più che tecnica. Dopo l’era Sarri, il club dovrà decidere non solo chi guiderà la squadra, ma anche quale direzione prendere per il futuro del progetto.