Il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, ha parlato ai microfoni di Mediaset dopo il successo nella Coppa Italia contro la Lazio, sottolineando l’importanza del lavoro collettivo svolto all’interno del club.
“C’è una squadra che va in campo e un’altra che lavora fuori dal campo, per cui ringrazio anche tutto lo staff. Il calcio è un gioco di insieme e tutte le componenti hanno dato il loro apporto per centrare questi risultati”, ha dichiarato il dirigente nerazzurro, evidenziando come i traguardi raggiunti siano frutto dell’impegno condiviso tra squadra, società e collaboratori.
Marotta ha poi ribadito la mentalità che caratterizza il club milanese: “Il nostro Dna è cercare sempre di vincere”. Secondo il presidente, i risultati ottenuti nell’ultimo periodo sono arrivati anche grazie alla fiducia garantita dalla proprietà alla dirigenza e allo staff tecnico. Ha inoltre ricordato che la stagione era iniziata in un contesto complicato, dopo le difficoltà lasciate dall’annata precedente, ma ha riconosciuto il grande lavoro svolto da Cristian Chivu nel riportare la squadra competitiva e capace di conquistare due trofei nazionali.
Nonostante il dispiacere per il percorso europeo, Marotta ha invitato a riconoscere anche il valore delle avversarie affrontate in Champions League. Guardando ai prossimi anni, il presidente interista ha escluso cambiamenti radicali nell’organico. Alcuni giocatori lasceranno la squadra per ragioni legate all’età, ma la società non ha intenzione di avviare una rivoluzione tecnica. L’obiettivo sarà invece quello di proseguire con un rinnovamento graduale, puntando sull’inserimento progressivo di giovani talenti accanto a elementi più esperti.
Tra gli esempi positivi citati da Marotta c’è Petar Sučić, indicato come migliore in campo nella finale e simbolo della crescita dei giovani attraverso il lavoro e l’esperienza accumulata. Il presidente ha spiegato che il club continuerà a cercare profili di prospettiva da affiancare a calciatori già formati e abituati a vincere. “Ho sempre detto che coi soli giovani non si vince, si vince con la vicinanza di calciatori che hanno esperienza e cultura della vittoria”, ha concluso, annunciando inoltre un confronto imminente con la proprietà per definire le strategie future.