Nel frattempo, tra coloro che si oppongono all’ex presidente del Coni, emergono dubbi sulla sua possibile eleggibilità. Secondo alcune indiscrezioni di origine politica riportate dall’Ansa, si starebbe valutando l’applicazione della norma del cosiddetto “cooling off period” o pantouflage. Questa regola prevede un intervallo temporale per chi ha ricoperto incarichi di vertice in enti di vigilanza, impedendo un passaggio immediato a ruoli dirigenziali in organismi collegati. In questo caso, essendo stato Malagò presidente del Coni fino a giugno dello scorso anno, potrebbe essere necessario attendere prima di candidarsi per guidare una struttura come la Federcalcio, che rientra nell’orbita dello stesso ente. Su tale aspetto potrebbero eventualmente pronunciarsi autorità come l’Anac o l’Antitrust.
Parallelamente, il numero uno della Lega Dilettanti prosegue nel lavoro di costruzione delle alleanze, muovendosi sia all’interno della propria base sia cercando consensi tra le altre componenti del sistema calcistico. La settimana in corso prevede nuovi appuntamenti importanti: Malagò incontrerà la Serie B a Roma, mentre Abete vedrà il presidente Bedin. Successivamente, venerdì, si terrà una videocall con le 60 società di Serie C, con Abete previsto alle 11 e Malagò alle 12.
Dopo aver già ottenuto il sostegno di calciatori e allenatori — che complessivamente rappresentano il 30% del peso elettorale, a cui si aggiunge quello della Serie A — Malagò sembra avere buone possibilità di successo. Tuttavia, Abete può contare sull’appoggio della Lega Nazionale Dilettanti, che vale il 34%, rendendo determinanti proprio gli incontri con Serie B e C.
Il termine ultimo per presentare le candidature è fissato al 13 maggio e, al momento, i contendenti restano questi due. Abete, nonostante il supporto ricevuto da Malagò da parte di Aic e Aiac, non appare disposto a fare un passo indietro, vedendo nelle elezioni un’occasione per confrontarsi apertamente sui problemi e sulle prospettive del calcio italiano