La Lazio arriva alla sfida decisiva della stagione con qualche scoria dalla sconfitta contro l’Inter, ma con la mente già proiettata alla finale. Maurizio Sarri non ha preso bene la prestazione opaca della squadra, caratterizzata da un lungo periodo di gioco inconcludente prima di una buona mezz’ora finale. Dopo la partita di sabato, il tecnico è tornato a strigliare i suoi giocatori, anche se con un approccio più breve per non aumentare la tensione in vista della sfida cruciale.
Le novità in vista della finale
Sarri conta su alcune modifiche nella formazione rispetto alla partita di campionato. Sicuri del ritorno in campo sono Tavares in difesa e Taylor a centrocampo, rimasti in panchina sabato per turn over e per motivi di diffida in vista del derby. In attacco, c’è ottimismo sul recupero di Zaccagni, fermato da un pestone nell’allenamento di venerdì: la decisione definitiva sarà presa nelle prossime ore.
Un fattore che potrebbe fare la differenza è anche il supporto dei tifosi: contrariamente alla partita casalinga contro l’Inter, per la finale gli spalti saranno gremiti dai sostenitori laziali, garantendo un’atmosfera di grande carica emotiva.
Dubbi tattici e possibili alternative
Non mancano però alcune incognite. A centrocampo, Rovella non ha convinto dopo il rientro dall’infortunio alla clavicola e Cataldi resta indisponibile per pubalgia, spingendo Sarri a valutare l’impiego di Patric in posizione centrale. In attacco, la sfida per l’ala destra sembra favorevole a Isaksen, autore di prestazioni convincenti nelle ultime uscite.
Sul fronte tattico, circola anche l’ipotesi di un cambio modulo, passando dal tradizionale 4-3-3 al 4-4-2. Sabato, con l’uomo in meno, il tecnico aveva sperimentato il 4-4-1, una soluzione funzionale a contenere l’Inter, ma difficilmente abbandonerà il suo schema abituale.
La Lazio dunque si presenta alla finale con motivazioni altissime e qualche aggiustamento strategico, pronta a riscattare la recente sconfitta e a lottare fino all’ultimo minuto per alzare il trofeo.