Non è solo una finale di Coppa Italia quella che attende l’Inter contro la Lazio il 13 maggio all’Olimpico. Nelle parole di Giuseppe Marotta si è riaccesa una vecchia suggestione: la possibilità di introdurre una “stella d’argento” per celebrare le dieci Coppe Italia vinte.
Un’idea affascinante, ma che – a differenza della più famosa stella d’oro – non ha ancora un riconoscimento ufficiale.
Stella d’oro: origine e significato
La tradizione della stella d’oro nasce nel 1958, quando la Juventus ricevette dal CONI un’onorificenza per il decimo scudetto. Fu Umberto Agnelli a trasformare quell’idea in simbolo permanente, chiedendo alla FIGC di ufficializzarla.
Da allora, ogni 10 titoli di Serie A conquistati vale una stella sulla maglia: i bianconeri sono arrivati a due nel 1982, traguardo raggiunto anche dall’Inter nel 2024, mentre il Milan è fermo a una.
Stella d’argento: suggestione senza regole
Diverso il discorso per la Coppa Italia. Non esiste alcuna norma federale che preveda una stella d’argento per chi raggiunge quota 10 trofei. In teoria, un club come l’Inter potrebbe avanzare una richiesta formale alla FIGC per introdurre questo simbolo.
Un precedente, però, c’è già: la Juventus fu la prima squadra a vincere 10 Coppe Italia nel 2015. All’epoca, sotto la presidenza di Andrea Agnelli, non venne fatta alcuna richiesta ufficiale, anche a causa dei rapporti tesi con le istituzioni calcistiche dopo Calciopoli.
Scenario attuale: occasione storica per l’Inter
Se l’Inter dovesse conquistare la Coppa Italia, il tema tornerebbe d’attualità con forza. L’eventuale introduzione della stella d’argento aprirebbe un precedente importante, destinato a coinvolgere anche altri club.
Per ora resta un’idea, una suggestione rilanciata da Marotta nel momento di massimo entusiasmo dopo lo scudetto. Ma il calcio italiano, come dimostra la storia della stella d’oro, è già cambiato in passato partendo proprio da intuizioni simili.