La stagione di Riccardo Calafiori potrebbe chiudersi con il trofeo più importante d’Europa, ma dentro il difensore dell’Arsenal resta ancora forte l’amarezza per il Mondiale mancato. A pochi giorni dalla finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain, il centrale azzurro ha raccontato emozioni contrastanti durante il media day organizzato dal club londinese, tra entusiasmo per il presente e delusione per ciò che non potrà vivere la prossima estate.
Reduce dalla conquista della Premier League con l’Arsenal, Calafiori si prepara ora alla sfida del 30 maggio contro il Psg, appuntamento che potrebbe consacrarlo definitivamente a livello internazionale. Eppure il pensiero torna inevitabilmente alla Nazionale e a quella ferita che non si è ancora rimarginata. “No, il Mondiale non riusciro’ a guardarlo”. Una frase netta, pronunciata senza nascondere il dispiacere accumulato negli ultimi mesi.
“Fa ancora male – dice il difensore nel media day del club londinese verso la finale del 30 maggio -. Ora penso che mi sara’ difficile guardare le partite della Coppa del Mondo in cui giocano i miei compagni di club. A marzo ho passato un brutto mese, tra nazionale e Arsenal: Heinze, l’assistente di Arteta, mi ha confortato dicendo che mi sarebbe successo qualcosa di bello. È arrivato, e ora spero di alzare anche la Champions”.
Parole che raccontano bene il momento personale vissuto dal difensore italiano, arrivato in Premier con grandi aspettative e diventato rapidamente uno degli uomini più affidabili della squadra di Mikel Arteta. L’esperienza inglese lo ha fatto crescere rapidamente sia dal punto di vista tecnico sia sotto l’aspetto mentale, come confermato anche dal rapporto molto particolare con il tecnico spagnolo.
Calafiori non ha nascosto quanto il lavoro quotidiano con Arteta sia intenso e spesso complicato, ma allo stesso tempo fondamentale per il suo percorso. “Penso di non aver mai avuto un allenatore con tanta voglia di migliorarsi, lo trasmette anche ai giocatori. E mi migliora, magari con cose difficili, ma mi migliora. Cosi’ succede che a volte lo odio, a volte lo adoro”.
Nel corso dell’intervista c’è stato spazio anche per un passaggio legato al suo passato romanista. Il difensore ha confermato il legame mai spezzato con la Roma, club nel quale è cresciuto calcisticamente e di cui continua a seguire le vicende con affetto. “Spero tornino in Champions, mancano dal 2019”, ha spiegato, mostrando ancora grande vicinanza ai colori giallorossi.
La finale europea metterà inoltre Calafiori di fronte a Luis Enrique, oggi tecnico del Paris Saint-Germain ma presente anche nel suo percorso giovanile romanista. L’allenatore spagnolo guidava infatti la prima squadra della Roma quando il difensore muoveva i primi passi nel settore giovanile del club capitolino. Adesso il destino li rimette uno contro l’altro nella notte più importante della stagione, quella che Calafiori spera possa cancellare almeno in parte la delusione accumulata negli ultimi mesi.