Il trionfo al Mondiale è già nella storia, il suo allenatore Julio Velasco ancora di più. A Bangkok le ragazze di Velasco hanno bissato il successo ottenuto nel 2002, battendo in una finale equilibratissima la Turchia allenata da Daniele Santarelli per 3-2 (25-23, 13-25, 26-24, 19-25, 15-8).
Così, dopo l’oro olimpico, è arrivato anche l’oro mondiale (36esima vittoria consecutiva per le azzurre) e l’uomo dei miracoli è sempre lui, Julio Velasco, che è diventato il terzo tecnico dello sport italiano a essere contemporaneamente campione del mondo e campione olimpico in carica: prima di lui, ci erano riusciti solo altri due grandi della panchina come Vittorio Pozzo con la Nazionale di calcio (1934 e 1936) e Ratko Rudic con il Settebello (1992 e 1994).
Con la nazionale maschile ha fatto miracoli negli anni ’90 (vittoria del Mondiale nel 1994, mentre alle Olimpiadi di Atlanta del 1996 il sogno si infranse in finale contro i Paesi Bassi).
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E adesso il trionfo con le ragazze: “Queste ragazze hanno lavorato con grande dedizione e giocato con coraggio anche quando eravamo in difficoltà – ha detto il ct dopo la finale – Questi sono valori che significano tanto e credo che questo gruppo abbia meritato di vincere così. Poi un pensiero al mio staff da quello medico a quello tecnico: uomini e donne eccezionali che hanno contribuito a questo trionfo. Barbolini, Cichello, lo scoutman Taglioli, il team manager Marcello Capucchio, tutti parte integrante di questo trionfo. È una vittoria che è arrivata anche grazie al lavoro fuori dal campo aiutando a creare una mentalità che già c’era e che siamo riusciti a tirare fuori – ha aggiunto – Queste ragazze andavano solo aiutate a tirare fuori questi valori e ci siamo riusciti. Volevo ragazze autonome ed autorevoli ed ho un gruppo che ha fatto grandissime cose. Questa vittoria mi ha dato emozioni maggiori rispetto all’Olimpiade perché questa è stata una competizione lunga, difficile, e pieno di insidie. Per questo ha un sapore diverso e bellissimo. Dedico questa vittoria a Giuseppe Brusi, Leo Novi e al mio primo allenatore e mentore argentino venuto a mancare quest’anno. Infine grazie alla Federazione Italiana Pallavolo che ci consente di lavorare nel migliore dei modi mettendoci a disposizione risorse tecniche ed economiche oltre al supporto quotidiano”.