E se il ritorno più inatteso fosse davvero quello di Roberto Mancini? A tre anni dall’addio che aveva lasciato strascichi e polemiche nel mondo del calcio italiano, l’ex commissario tecnico è oggi il candidato principale per tornare sulla panchina della Nazionale. Dopo la parentesi affidata a Silvio Baldini e la successiva gestione di Gennaro Gattuso, la Federazione sembra orientata a puntare nuovamente sull’allenatore marchigiano per inaugurare un nuovo ciclo azzurro.
L’operazione, tuttavia, non può essere formalizzata nell’immediato. Prima sarà necessario attendere l’elezione del nuovo presidente federale, in programma il prossimo 22 giugno. Al momento Giovanni Malagò appare in vantaggio rispetto allo sfidante Giancarlo Abete, e proprio l’esito della consultazione potrebbe incidere in modo significativo sulla scelta del futuro commissario tecnico. Non è infatti un mistero che tra Malagò e Mancini esista un rapporto di stima consolidato, elemento che rafforza ulteriormente l’ipotesi del ritorno dell’ex tecnico di Inter e Manchester City.
Dal punto di vista contrattuale non sembrano esserci ostacoli insormontabili. Mancini è attualmente legato all’Al Sadd fino al 2028, dopo aver conquistato il campionato qatariota, ma una risoluzione anticipata dell’accordo non rappresenterebbe un problema particolarmente complesso. Più delicato potrebbe essere il rapporto con una parte della tifoseria azzurra, che non ha dimenticato le modalità con cui il tecnico lasciò l’Italia nell’agosto del 2023 per accettare la proposta dell’Arabia Saudita. Una scelta che negli ultimi mesi lo stesso allenatore ha definito più volte un errore, ribadendo pubblicamente il legame affettivo con la Nazionale.
Chi dovesse raccogliere l’eredità degli ultimi commissari tecnici si troverebbe comunque davanti a una sfida impegnativa. L’Italia è reduce da una nuova delusione internazionale e dovrà ripartire con l’obiettivo di costruire una squadra competitiva in vista delle qualificazioni a Euro 2028. Il primo impegno ufficiale è previsto per novembre, quando gli azzurri debutteranno nel girone 7 affrontando la Slovacchia, in un raggruppamento che comprende anche Germania e Belgio.
L’eventuale ritorno di Mancini riporterebbe in panchina uno degli allenatori più vincenti della storia recente della Nazionale. Nominato commissario tecnico nel 2018 dopo il fallimento della qualificazione ai Mondiali in Russia, riuscì a ricostruire rapidamente il gruppo azzurro, culminando con il trionfo a Euro 2020, disputato nel 2021 a causa della pandemia. Il successo ai rigori contro l’Inghilterra a Wembley resta uno dei momenti più alti del calcio italiano degli ultimi decenni.
Durante la sua gestione arrivarono anche il terzo posto nella Nations League 2020-21 e una lunga serie di risultati utili consecutivi che gli consentì di stabilire un record storico: 37 partite senza sconfitte, con un bilancio di 30 vittorie e 7 pareggi. Un percorso che, nonostante il successivo fallimento nella corsa ai Mondiali 2022 e le dimissioni dell’agosto 2023, continua a rappresentare uno dei cicli più significativi della Nazionale moderna.
Adesso il suo nome è tornato con forza al centro delle discussioni federali. Prima servirà conoscere il nuovo presidente della FIGC, ma la sensazione è che il destino di Mancini e quello dell’Italia possano presto incrociarsi di nuovo. Un ritorno che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile e che oggi, invece, appare sempre più vicino a diventare realtà.