Addio

Roma, ora è ufficiale: Massara non è più il ds giallorosso

Ufficializzata la separazione da Massara: decisivi i rapporti ormai compromessi con Gasp e le divergenze sulle strategie di mercato.

Roma, ora è ufficiale: Massara non è più il ds giallorosso

La rottura era nell’aria da tempo, ma adesso è arrivata anche l’ufficialità. Le strade della Roma e di Ricky Massara si separano ancora una volta, chiudendo un rapporto che sembrava destinato a durare più a lungo e che invece si è concluso dopo meno di una stagione dal ritorno del dirigente a Trigoria.

Un epilogo maturato gradualmente, tra tensioni interne, divergenze operative e soprattutto un rapporto mai realmente sbocciato con Gian Piero Gasperini.

Ad annunciare la separazione è stato lo stesso club giallorosso attraverso una nota ufficiale: “La AS Roma annuncia la risoluzione consensuale del contratto con il Direttore Sportivo Frederic Massara. Il Club ringrazia Frederic per la professionalità, la dedizione e il contributo offerti nel corso della stagione. Anche grazie al suo lavoro sono stati raggiunti importanti obiettivi, tra cui la qualificazione alla prossima edizione della UEFA Champions League”.

Nel comunicato trovano spazio anche le parole dello stesso dirigente, che lascia la Capitale dopo la sua terza esperienza in giallorosso. “Ringrazio la Proprietà per l’opportunità di tornare a lavorare in un ambiente a cui sono particolarmente legato – ha scritto Massara -.Ritengo che quest’anno il Club abbia posto ulteriori basi per un futuro di successi e auguro a tutta la famiglia dell’AS Roma di poter festeggiare nuovi traguardi”.

Massara era tornato a Trigoria la scorsa estate per raccogliere l’eredità di Ghisolfi, ma il suo destino sembrava già segnato da mesi. L’addio di Claudio Ranieri aveva infatti aperto definitivamente una frattura interna che nel tempo è diventata insanabile.

Nonostante le difficoltà, il dirigente ha continuato a lavorare fino all’ultimo, portando avanti anche i colloqui per il rinnovo di Paulo Dybala, ma i rapporti con Gasperini si erano ormai deteriorati.

Più che singoli episodi, a pesare è stata soprattutto una questione di visione e di metodo. Lo stesso allenatore non aveva nascosto le difficoltà nel rapporto professionale con Massara. “Posso dirvi che Ricky è una bravissima persona – ha detto Gasperini in una conferenza stampa di fine aprile -. Sotto l’aspetto tecnico non abbiamo avuto feeling, ma tutto questo è sempre e solo riferito alla squadra, non c’è mai stato nulla di personale”. Parole che raccontavano già chiaramente il clima vissuto a Trigoria negli ultimi mesi.

Le divergenze principali sono nate sul mercato. Gasperini chiedeva rinforzi immediati e profili funzionali alla propria idea di calcio, mentre Massara si è spesso trovato a fare i conti con i limiti imposti dal fair play finanziario e con una gestione societaria complicata dalla distanza della proprietà.

“Io ho sempre chiesto di rinforzarci davanti, ma credo sia una cosa normale che un allenatore nuovo con un modo diverso di giocare faccia una richiesta del genere. Non ho invece mai messo veti sui giocatori”, aveva spiegato ancora il tecnico.

Le prime tensioni risalgono già alla scorsa estate, durante le trattative per Sancho e Fabio Silva, considerate troppo lente dall’allenatore. Poi le discussioni sono proseguite anche a gennaio, in occasione dei tentativi per Raspadori e Zirkzee.

Secondo Gasperini, il direttore sportivo avrebbe gestito le operazioni con eccessiva prudenza; Massara, invece, riteneva inevitabili certi tempi vista la situazione economica del club. In più occasioni il confronto è stato acceso, tanto che durante una video-conference con i Friedkin il dirigente arrivò a dire: “Se sono io il problema allora faccio un passo indietro”.

Ci sono però due episodi che più di tutti hanno segnato la rottura definitiva. Il primo si è verificato il 3 gennaio scorso, dopo la sconfitta contro l’Atalanta a Bergamo. In un clima già tesissimo, Gasperini decise di non far salire Massara sul pullman della squadra diretto all’aeroporto di Orio al Serio. Il dirigente raggiunse lo scalo lombardo da solo, in taxi, mentre il tecnico aspettava ancora l’arrivo del trequartista mancino richiesto da mesi.

Il secondo momento critico arrivò invece dopo la vittoria casalinga contro il Lecce del 22 marzo. Gasperini, irritato per alcune dichiarazioni rilasciate da Massara prima della gara sul tema degli infortuni, decise di non presentarsi in conferenza stampa.

“Gli infortuni? Succedono a tutti, soprattutto in questa fase della stagione – disse alle tv il ds romanista –. Dispiace averli avuti in un solo reparto. Dobbiamo essere in grado di trovare le risorse per far bene. E ci sono”. Sullo sfondo restava soprattutto la gestione del caso Dybala, fermato per mesi da una diagnosi rivelatasi poi non corretta.

A fine partita il confronto tra i due fu durissimo e da quel momento ogni tentativo di ricucire il rapporto diventò praticamente impossibile. Del resto Gasperini aveva più volte ribadito la propria idea sul rapporto tra allenatore e direttore sportivo: “Secondo me allenatore e direttore sportivo devono sempre lavorare insieme e non ognuno per conto proprio, con l’obiettivo di migliorare la squadra. Serve vicinanza di idee e bisogna sostenersi a vicenda”.

Adesso la Roma è pronta a voltare pagina. Al posto di Massara arriverà Tony D’Amico, il cui annuncio è atteso a breve. Un nuovo corso che dovrà ricostruire equilibrio interno e sintonia dirigenziale, aspetti che negli ultimi mesi sono mancati troppo spesso dentro Trigoria.