La rivoluzione del Milan non si fermerà alla panchina. Dopo il fallimento in Champions League, Gerry Cardinale avrebbe deciso di avviare una profonda riorganizzazione societaria, intervenendo non solo sull’allenatore ma anche sui vertici dirigenziali del club rossonero. Oltre all’arrivo di Massimiliano Allegri, infatti, avrebbero lasciato il club il direttore sportivo Igli Tare, l’amministratore delegato Giorgio Furlani e il capo scout Geoffrey Moncada.
Il nuovo assetto societario è dunque ancora tutto da costruire e, dopo aver sistemato la guida tecnica, il Milan si starebbe concentrando sulla scelta del nuovo direttore sportivo. Tra i nomi tornati d’attualità c’è quello di Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico dell’Austria e profilo già accostato ai rossoneri in passato, quando era stato indicato come possibile successore di Stefano Pioli.
Negli ultimi giorni ci sarebbe stata anche una missione a Vienna per approfondire i contatti con il dirigente tedesco, che non ha chiuso alla possibilità di un futuro al Milan. “Tutti hanno visto che nel fine settimana è successo qualcosa di straordinario al Milan”, ha dichiarato Rangnick, precisando però che il suo unico interlocutore sul piano contrattuale resta la federazione austriaca.
L’ostacolo principale riguarda proprio gli impegni con la nazionale: con il Mondiale alle porte, appare difficile immaginare una sua liberazione prima della fine di giugno. Inoltre, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, Rangnick avrebbe avanzato richieste molto precise per accettare il progetto. Tra queste, la possibilità di scegliere personalmente l’allenatore, portare con sé diversi collaboratori, soprattutto nell’area scouting, e applicare una filosofia basata sulla valorizzazione dei giovani talenti, modello già sperimentato con successo ai tempi del Lipsia.
Una figura, dunque, destinata ad avere un peso centrale sia nell’area tecnica sia in quella dirigenziale, su cui Cardinale starebbe riflettendo attentamente.