A quasi tre anni dall’arrivo di RedBird alla guida del club, il bilancio sportivo del Milan continua a dividere tifosi e ambiente. Dopo lo Scudetto conquistato nel 2022, la proprietà americana aveva promesso l’avvio di un nuovo ciclo vincente, sostenuto da investimenti importanti sul mercato e da una profonda riorganizzazione societaria. Tuttavia, nonostante una spesa superiore ai 350 milioni di euro, i risultati ottenuti non hanno rispettato le aspettative iniziali.
Le numerose rivoluzioni interne, sia a livello dirigenziale sia tecnico, non sono riuscite a garantire continuità né a riportare il club stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo. La gestione di Gerry Cardinale e Giorgio Furlani è finita così nel mirino della tifoseria, sempre più critica verso una strategia percepita come poco legata all’identità storica rossonera. Oggi la richiesta dei sostenitori non riguarda soltanto nuovi investimenti economici, ma soprattutto una visione chiara e riconoscibile per il futuro della società.
Sul fronte mercato, il Milan ha comunque messo a segno operazioni di grande valore economico. Tra gli acquisti più costosi figura Charles De Ketelaere, arrivato dal Brugge per circa 37,5 milioni di euro. Nella scorsa estate è stato poi il turno di Christopher Nkunku, acquistato dal Chelsea per 37 milioni. Importanti anche gli investimenti per Ardon Jashari, prelevato dal club belga per 36 milioni, e per l’attaccante Santiago Gimenez, arrivato dal Feyenoord con un’operazione da 30 milioni di euro.
Spese significative che, almeno finora, non hanno però prodotto quel salto di qualità atteso dalla proprietà e dall’ambiente milanista.