“Dobbiamo restare tutti uniti per il bene del Milan”. Non si trattava di una frase detta a caso da Max Allegri, che da tempo si trova a gestire un ambiente rossonero tutt’altro che compatto. All’interno di Casa Milan, infatti, la presenza di diverse fazioni è ormai evidente e non rappresenta più un segreto. A fine stagione, secondo quanto filtra, Gerry Cardinale potrebbe intervenire in maniera decisa con una profonda ristrutturazione dell’area dirigenziale.
Il futuro di Igli Tare in rossonero appare tutt’altro che sicuro, e la stessa incertezza potrebbe coinvolgere anche Giorgio Furlani, finito nel mirino delle critiche del tifo organizzato negli ultimi giorni. L’attuale amministratore delegato, senza svelare particolari inediti, avrebbe già avviato da tempo dei contatti con Tony D’Amico, direttore sportivo destinato a lasciare l’Atalanta, con l’obiettivo di impostare un nuovo progetto tecnico per la stagione 2026/2027.
In questo contesto confuso, con diverse posizioni dirigenziali in bilico, potrebbe tornare a ricoprire un ruolo centrale Zlatan Ibrahimovic, figura di fiducia di Cardinale e progressivamente marginalizzata dopo una stagione precedente giudicata deludente, in particolare per il mercato invernale del gennaio del 2025, considerato fallimentare. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, lo svedese sarebbe pronto a riprendere in mano una posizione di grande influenza all’interno del club. Tuttavia, lo stesso quotidiano sottolinea anche come Ibrahimovic abbia interrotto i rapporti con Allegri.
La tensione tra i due sarebbe esplosa dopo la gara Napoli-Milan. Alla base dello scontro ci sarebbe stata la discussione legata alla scelta del terzo portiere da inserire nella rosa della prossima stagione, un tema apparentemente marginale ma sufficiente a incrinare ulteriormente il rapporto. A irritare Allegri, inoltre, sarebbero state alcune presunte telefonate di Ibrahimovic a Leao e Fofana, durante le quali lo svedese avrebbe dispensato consigli di natura tattica. Un’ingerenza ritenuta inaccettabile dall’allenatore rossonero.
In questo clima di tensione e divisioni interne, la permanenza di Allegri, che pubblicamente ha sempre espresso il desiderio di continuare la propria avventura al Milan, appare oggi decisamente in salita.