La delusione di Maurizio Sarri dopo la finale di Coppa Italia persa dalla Lazio contro l’Inter è evidente. L’allenatore biancoceleste, assente in panchina a causa della squalifica, ha commentato con amarezza la prestazione della sua squadra, sottolineando soprattutto gli errori commessi durante il match. Secondo il tecnico, la Lazio ha compromesso la gara con disattenzioni pesanti: “Abbiamo fatto tutto da soli, gli abbiamo regalato due gol. Poi non siamo riusciti neanche a riaprirla. Loro sono più forti di noi ma la partita poteva prendere una piega diversa”.
Sarri ha parlato anche del proprio futuro, senza però voler approfondire troppo l’argomento in una serata così negativa. “Futuro? Stasera me ne importa zero, è in discussione da entrambe le parti”, ha dichiarato, spiegando come il suo pensiero fosse rivolto soprattutto alla squadra e ai tifosi presenti allo stadio. Il tecnico ha infatti raccontato di aver trovato uno spogliatoio particolarmente abbattuto dopo il fischio finale e di essere dispiaciuto anche per il grande sostegno ricevuto dal pubblico laziale.
Sarri ha comunque riconosciuto i meriti dell’Inter, precisando però che la Lazio ha contribuito in maniera decisiva alla propria sconfitta. Successivamente si è soffermato su alcune scelte tecniche, chiarendo il motivo del mancato impiego anticipato di Rovella. Il centrocampista, fermo per gran parte della stagione, non avrebbe infatti avuto ancora la condizione necessaria per sostenere un lungo minutaggio. Anche la sostituzione di Patric è stata motivata da un problema fisico accusato dal difensore, che ha avvertito un indurimento al polpaccio.
Secondo Sarri, la Lazio non ha avuto un atteggiamento rinunciatario, nonostante un primo tempo più prudente. La strategia iniziale prevedeva infatti maggiore attenzione difensiva, mentre nella ripresa la squadra ha provato ad affrontare l’Inter con un approccio più offensivo e coraggioso.
Molto duro, infine, il commento sul derby e sulla gestione del calendario. Sarri ha criticato apertamente la Lega Serie A, accusandola di aver commesso errori organizzativi importanti. “Io ho la sensazione che se si gioca di lunedì vengo, domenica alle 12.30 giocano loro. Io se fossi il presidente non presenterei nemmeno la squadra”. Il tecnico ha poi ricordato i problemi legati alla concomitanza con eventi come le Atp Finals di Torino e gli Internazionali di Roma, definendo la situazione inaccettabile per squadre che si contendono una partita dal valore di 80 milioni.