Giovanni Malagò, come aveva già comunicato nella serata di ieri, ha ufficialmente presentato la propria candidatura alla guida della Federcalcio. La documentazione è stata consegnata tramite un delegato, mentre Giancarlo Abete si è recato personalmente nella sede federale per depositare la sua candidatura. “Sono venuto in Figc per il comitato di presidenza e il consiglio, come anticipato presento la candidatura e così potrà iniziare una fase di dibattito e discussione su quelli che sono i contenuti dei documenti programmatici in modo tale da fare il percorso giusto. Quaranta giorni sono molti per discutere dei problemi del calcio”, ha dichiarato Abete entrando negli uffici di via Allegri, a Roma.
Abete, che aveva già ricoperto il ruolo di presidente della Figc dal 2007 al 2014, non sembra preoccupato dal vantaggio che, almeno al momento, appare favorire Malagò nella corsa elettorale. Quest’ultimo può infatti contare sul sostegno della Lega Serie A, delle componenti tecniche, dell’Aic, dell’Aiac e anche della Lega Serie B. Nonostante ciò, Abete ritiene che il confronto sia ancora aperto: “Questa è una gara che si evolve andando a confrontarsi sull’attività che si svolgerà”, ha spiegato, aggiungendo che “il rischio del mondo del calcio, al di là delle qualità delle persone che si candidano, è che in qualche modo individui le persone e non dei programmi condivisi”.
Il presidente della Lnd ha poi escluso categoricamente l’ipotesi di un passo indietro durante la campagna elettorale. “Non è qualcosa che prendo in considerazione”, ha affermato con decisione. Alla domanda sul suo stato d’animo, Abete si è definito tranquillo e fiducioso: “Sono espressione di una continuità significativa all’interno della Figc che non è basta su poteri forti ma su un certo tipo di coerenza, certi tipi di comportamenti. Sono sereno e fiducioso”.
Al momento, l’unica componente federale ad aver preso posizione pubblicamente è stata la Lega Pro. Secondo Abete, questa scelta è legata soprattutto alla volontà di discutere prima i contenuti dei programmi. “La Lega Pro ha posto un problema di metodo, cioè parlare di contenuti”, ha sottolineato, evidenziando inoltre le difficoltà economiche che colpiscono il calcio professionistico di base più che quello di vertice.
La Figc, intanto, avrà tempo fino al 22 maggio per rendere nota l’accettazione ufficiale delle candidature presentate.