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Como, parla Suwarso: “Finalmente in Europa, ma non ci fermiamo”

Il presidente festeggia la qualificazione europea e conferma le ambizioni del club: “Puntiamo sempre più in alto”

Como, parla Suwarso: “Finalmente in Europa, ma non ci fermiamo”

Per la prima volta in 119 anni di storia il Como agguanta l’Europa. Un traguardo impensabile fino a pochi anni fa, divenuto concreto grazie alla guida tecnica di Cesc Fàbregas, al lavoro dirigenziale di Carlalberto Ludi e alla visione societaria di Mirwan Suwarso, presidente del club lariano.

Un percorso che ha trasformato la squadra in una delle sorprese più affascinanti del calcio italiano.

“Finalmente siamo in Europa”

Suwarso non nasconde più l’ambizione crescente del club:

“Sì, finalmente ne possiamo parlare”.

Un cambio di mentalità evidente rispetto al passato, confermato anche dall’entusiasmo attorno alla creativa iniziativa lanciata dallo spogliatoio.

La maglia “Como si dice Europa?” nata da Fàbregas

Simbolo della nuova identità del club è la maglia speciale con la scritta “Como si dice Europa?”, diventata virale tra tifosi e addetti ai lavori.

L’idea è partita direttamente da Fàbregas:

“L’ha fatta fare lui”.

Un dettaglio che racconta la forte influenza dell’allenatore spagnolo nel progetto tecnico e culturale del club.

Stadio Sinigaglia e sogno coppe

Uno dei nodi centrali riguarda lo stadio. Il Sinigaglia potrebbe diventare teatro delle coppe europee, ma restano da completare i lavori di ristrutturazione:

“Speriamo di completare il progetto alla fine dell’estate”.

Nel frattempo il club lavora anche su obiettivi immediati, senza perdere di vista la crescita strutturale.

“Non conta la Champions, conta crescere”

Suwarso mantiene però i piedi per terra sulla questione qualificazione europea:

“Vogliamo arrivare più in alto possibile, ma prendiamo quello che la vita ci dà”.

E aggiunge una visione chiara del progetto:

“L’unico obiettivo è fare meglio dell’anno precedente”.

Mercato, sostenibilità e identità

Sul fronte mercato il Como non prevede rivoluzioni, ma scelte mirate. La proprietà della famiglia Hartono continuerà a sostenere il progetto, ma con una filosofia chiara:

  • crescita graduale;
  • sostenibilità economica;
  • valorizzazione della rosa esistente.

Con circa 23 giocatori rientranti dai prestiti, il lavoro sarà soprattutto di gestione e ottimizzazione.

“Non interessa cosa dice la gente”

Alle critiche su un progetto considerato “facilitato dalle risorse economiche”, Suwarso risponde con decisione:

“Non ci interessa cosa dice la gente”.

Poi chiarisce la filosofia del club:

“Il calcio è pieno di esempi dove i soldi non bastano. L’obiettivo è rendere il club profittevole e sostenibile”.

Una visione a medio termine che punta ai prossimi due o tre anni.

Nico Paz e il nodo Real Madrid

Tra i temi caldi anche il futuro di Nico Paz, uno dei talenti più brillanti del progetto:

“Dipende tutto dal Real Madrid”.

Italiani e mercato: obiettivo difficile

Il Como resta attento al mercato italiano, anche per esigenze regolamentari UEFA, ma i costi rappresentano un ostacolo importante.

Tra i profili apprezzati:

  • Orsolini
  • Bastoni
  • Dimarco
  • Cambiaghi
  • Pellegrini
  • giovani emergenti come Venturino

Un club che cresce fuori dal campo

Il progetto Como non si limita al rettangolo di gioco. La crescita commerciale è stata impressionante:

  • +100% di crescita globale;
  • forte espansione del merchandising;
  • sviluppo del modello multi-club service.

Il club oggi collabora con 13 società nel mondo e punta ad aumentare ulteriormente i ricavi nei prossimi mesi.

Una nuova idea di calcio

Il Como si sta trasformando in un laboratorio moderno: ambizioso in campo, strutturato fuori. E per la prima volta nella sua storia, la parola Europa è diventata realtà.