La nuova Juventus riparte da Luciano Spalletti. E questa volta con la piena benedizione di John Elkann, sempre più coinvolto nelle dinamiche del club bianconero. Il numero uno di Exor, grande estimatore dell’ex ct azzurro fin dal primo giorno, avrebbe rafforzato ulteriormente la propria fiducia nel tecnico dopo gli ultimi mesi vissuti alla Continassa.
Una stima condivisa anche dall’ad Damien Comolli e da Giorgio Chiellini, che già a Natale avevano individuato in Spalletti l’uomo giusto su cui costruire il futuro della Signora.
La svolta della Juve porta la firma di Spalletti
Carisma, gioco e risultati: sono questi gli elementi che hanno convinto la dirigenza bianconera a blindare l’allenatore fino al 2028.
Sotto la guida di Spalletti, diversi giocatori hanno cambiato marcia: da Locatelli a McKennie, passando per Conceiçao e Kelly. La Juventus ha ritrovato identità, continuità e soprattutto competitività nella corsa Champions.
Lo stesso Elkann nei giorni scorsi ha ribadito pubblicamente la centralità del tecnico:
“Ripartiremo da Spalletti e da una base forte”.
Un’investitura chiara, figlia del netto cambio di passo avuto dalla squadra negli ultimi mesi.
La rincorsa Champions rilancia i bianconeri
La Juventus è oggi terza in classifica e padrona del proprio destino nella corsa alla prossima Champions League. Serviranno sei punti nelle ultime due sfide contro Fiorentina e Torino per chiudere senza dipendere dagli altri risultati.
Il rendimento recente racconta meglio di tutto l’impatto di Spalletti:
- 11 punti conquistati in più rispetto al Milan di Allegri nelle ultime nove giornate;
- +5 sulla Roma di Gasperini;
- +4 su Como e Napoli.
Numeri che confermano la crescita di una squadra diventata più solida e continua dopo l’eliminazione contro il Galatasaray, trasformata da trauma sportivo a punto di svolta della stagione.
Uno specialista della Champions
La qualificazione europea rappresenta quasi una garanzia nella carriera dell’allenatore di Certaldo. Tra Udinese, Roma, Zenit, Inter e Napoli, Spalletti ha centrato la Champions in 13 stagioni su 14.
Dal suo arrivo alla Juventus, soltanto l’Inter ha mantenuto una media punti superiore a quella bianconera.
Alla Continassa tutti hanno percepito il peso specifico del tecnico: dai dirigenti ai calciatori, il gruppo riconosce leadership e credibilità all’ex commissario tecnico della Nazionale.
Mercato mirato: 3-4 colpi di alto livello
La strategia per il futuro è già delineata. Niente rivoluzioni, ma pochi innesti mirati e di spessore internazionale.
Lo stesso Spalletti ha tracciato la linea:
“Non cambieremo 18 giocatori su 25”.
L’obiettivo condiviso con Comolli, Chiellini, Ottolini e Modesto è chiaro: aggiungere 3-4 giocatori vincenti, capaci di alzare il livello tecnico e mentale della rosa.
I nomi caldi: Alisson, Bernardo Silva, Kim e Senesi
Sul mercato la Juventus si sta già muovendo con decisione.
Per la porta, Comolli avrebbe trovato un’intesa di massima con Alisson, portiere del Liverpool già allenato da Spalletti ai tempi della Roma.
A centrocampo e sulla trequarti resta fortissimo il pressing per Bernardo Silva, in uscita dal Manchester City ma seguito anche dal Barcellona.
In difesa attenzione a due profili:
- Marcos Senesi, in scadenza con il Bournemouth;
- Kim Min-jae, pupillo di Spalletti nell’anno dello scudetto a Napoli e oggi al Bayern Monaco.
La nuova Juventus prende forma: meno rivoluzione, più qualità e una guida tecnica sempre più centrale.