La Juventus ritrova Dusan Vlahovic e ritrova anche il gol immediato, feroce, quasi liberatorio del suo numero nove. Al Via del Mare è bastato poco più di un respiro per capire che la serata avrebbe avuto il marchio del centravanti serbo: dodici secondi appena e il pallone era già in fondo alla rete del Lecce.
Un lampo improvviso, nato dalla rabbia accumulata nei mesi di stop e trasformato nell’urlo dei tifosi bianconeri, tornati subito a scandire il suo nome dagli spalti: “Dusan, Dusan, Dusan”.
Per Vlahovic è stata la prima partita da titolare dopo oltre cinque mesi, 160 giorni vissuti tra infortunio, recupero e attese. Eppure il centravanti serbo ha impiegato pochissimo per dimostrare di essere ancora il riferimento offensivo più credibile della squadra di Luciano Spalletti.
Dopo il gol segnato entrando dalla panchina contro il Verona, è arrivata un’altra firma pesante, forse ancora più significativa perché arrivata dal primo minuto e in una sfida delicata nella corsa Champions.
Vlahovic non è ancora al massimo della condizione, ma il suo peso specifico dentro l’area continua a fare la differenza. Spalletti lo sa bene e proprio per questo ha deciso di rilanciarlo immediatamente dal primo minuto, affidandosi ai suoi centimetri e alla sua capacità di dare profondità alla manovra offensiva. La risposta di Vlahovic è stata immediata: controllo, cattiveria e una conclusione potente che ha indirizzato subito la partita.
Il gol del Via del Mare non basta ancora per cancellare tutti i dubbi sul futuro del serbo a Torino, ma rappresenta comunque un segnale forte. La Juventus si gode il successo, il terzo posto provvisorio e soprattutto la sensazione di aver ritrovato il suo centravanti nel momento decisivo della stagione. “Ultime mie due partite alla Juve? Vediamo… – sottolinea Vlahovic a fine gara -. Sono contento per il gol e ringrazio l’allenatore per la fiducia. Non giocavo da tanto dall’inizio, mi manca un po’ la routine. L’importante sono i tre punti. Potevamo essere più killer e cinici, ma va bene: sono stato anche un po’ sfortunato per la rete annullata. Dobbiamo alzare ancora di più l’asticella. Abbiamo tutto nelle nostre mani, dobbiamo essere concentrati e vincere le prossime due partite. Ci giochiamo tantissimo”.
Le parole del serbo raccontano perfettamente il momento della Juventus: entusiasmo per il ritorno alla vittoria, ma anche consapevolezza di dover ancora crescere nella gestione delle partite. Intanto, però, Vlahovic continua a lasciare il segno. Prima dell’infortunio aveva già realizzato sei reti, a cui si sono aggiunti i due gol messi a segno dopo il rientro di fine marzo. Numeri importanti, soprattutto considerando il lungo stop che lo ha tenuto fuori per quattro mesi dopo l’operazione all’adduttore.
Quello di Lecce, inoltre, è un gol destinato a entrare nelle statistiche bianconere. Nessun giocatore della Juventus aveva segnato così rapidamente negli ultimi anni: superato il precedente record dei 18 secondi firmato da Arturo Vidal e raggiunto Gonzalo Higuain a quota 66 reti con la maglia juventina. Un altro dato conferma il peso specifico di DV9: da quando è arrivato a Torino, ha sbloccato il risultato in 26 occasioni.
Numeri che inevitabilmente torneranno sul tavolo anche nelle prossime settimane, quando riprenderanno i dialoghi per il rinnovo contrattuale. I contatti tra l’amministratore delegato Damien Comolli e Milos Vlahovic, padre e rappresentante del giocatore, proseguono tra prudenza e valutazioni economiche. La distanza resta, ma la situazione non viene considerata chiusa. E in una corsa Champions ancora apertissima, i gol di Dusan potrebbero trasformarsi nell’argomento più convincente per riavvicinare le parti, nonostante l’interesse di club come Bayern Monaco, Barcellona e Milan.