Nuovi sviluppi nell’inchiesta sugli arbitri di Serie A: domani, venerdì 8 maggio, due figure di spicco del mondo arbitrale saranno ascoltate in Procura a Milano come persone informate sui fatti. Si tratta dell’ex presidente dell’AIA, Antonio Zappi, e del designatore arbitrale Dino Tommasi, coinvolti indirettamente nelle vicende al centro dell’indagine. A riportarlo è l’agenzia Agi, che cita fonti qualificate vicine alle indagini.
Il periodo sotto osservazione riguarda il momento in cui entrambi erano in contatto con i principali protagonisti della vicenda, tra cui l’ex designatore Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni, attualmente indagati. Zappi, a capo dell’Associazione Italiana Arbitri fino al 29 aprile scorso, ha visto decadere la sua carica quando il Collegio di Garanzia del Coni ha respinto il suo ricorso contro la squalifica di 13 mesi inflitta per presunte pressioni indebite sui vertici degli organi tecnici. Nel frattempo, Tommasi ricopriva già un ruolo di rilievo nella Commissione Arbitri (Can) della Serie A.
Entrambi saranno ascoltati dal pubblico ministero Maurizio Ascione, che intende chiarire le dinamiche interne agli organi arbitrali e le eventuali responsabilità nella gestione di partite e designazioni. La stessa giornata vedrà anche la presenza in Procura di Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, che sarà sentito come testimone, senza risultare indagato come Zappi e Tommasi.
L’inchiesta rappresenta un nuovo capitolo delle tensioni e delle ombre che hanno segnato il calcio italiano negli ultimi anni. L’attenzione della magistratura resta alta, con la Guardia di Finanza coinvolta nelle audizioni per verificare eventuali anomalie nella conduzione delle attività arbitrali. Le dichiarazioni di Zappi e Tommasi potrebbero fornire elementi chiave per comprendere i rapporti tra dirigenti, arbitri e supervisori, oltre a chiarire il contesto che ha portato alle sanzioni e alle squalifiche.
Il quadro che emerge dalle indagini mette in luce come la gestione degli organi arbitrali sia costantemente sotto osservazione e quanto sia delicata la posizione di chi, come Schenone, opera quotidianamente in contatto con i club senza essere coinvolto direttamente nelle questioni disciplinari. Domani, dunque, sarà una giornata cruciale per fare luce su vicende che hanno acceso il dibattito pubblico sul funzionamento interno del calcio italiano.