Le parole

Djokovic rilancia sui premi Slam: “Sto con Sinner e Sabalenka”

Djokovic conferma il suo sostegno alla battaglia dei giocatori per una quota maggiore dei montepremi: "Ne parlo da tempo".

Djokovic rilancia sui premi Slam: “Sto con Sinner e Sabalenka”

Novak Djokovic torna a parlare della delicata questione dei premi negli Slam e della tutela dei giocatori, facendo sentire ancora una volta la sua voce in un momento in cui il dibattito nel tennis professionistico sta guadagnando nuovo vigore.

Il serbo ha scelto il Foro Italico come palcoscenico per esprimere la sua posizione al debutto agli Internazionali d’Italia, rispondendo alle domande sulla richiesta avanzata da giocatori e giocatrici di una quota maggiore dei ricavi generati dai Major, insieme a maggiori tutele sanitarie e pensionistiche.

“Il prize money negli Slam? Conoscete la mia posizione al riguardo. L’ho già detto molte volte. Le giocatrici sanno che avranno sempre il mio supporto, e questo è tutto. Le nuove generazioni stanno arrivando. Sono felice che i leader del nostro sport, come Sabalenka, siano disposti a farsi avanti e a comprendere a fondo le dinamiche della politica tennistica, le sue sfumature e ciò che è necessario fare non solo per il suo benessere, ma per quello di tutti”, ha dichiarato Djokovic.

Il numero uno del mondo ha sottolineato l’importanza di un approccio collettivo, capace di mettere in primo piano i giocatori all’interno di un sistema che spesso non favorisce equità. “Facciamo tutti parte dello stesso sport.

Cerchiamo tutti di elevare il livello del gioco, che si tratti di giocatori, tornei o organi di governo. Purtroppo, spesso si verificano conflitti di interesse che alcune persone non vogliono affrontare. Credo che sia proprio in questi casi che i giocatori abbiano il vero potere.

Sostengo sempre una posizione più forte per i giocatori all’interno del sistema”, ha aggiunto Djokovic, ricordando anche la sua iniziativa di sei anni fa con la fondazione della PTPA, l’associazione indipendente creata per tutelare i diritti dei tennisti professionisti.

Il campione serbo ha poi chiarito di non aver preso parte a tutti gli incontri e discussioni sul tema, pur mantenendo una posizione netta e coerente. “Osservo la situazione da lontano. Non ho partecipato a quegli incontri e a quelle conversazioni. Ma la mia posizione è molto chiara: sostengo i giocatori e continuerò sempre a sostenere una posizione più forte per i giocatori nell’ecosistema, come ho già detto. So che è un argomento caldo ora, che volete parlarne. Ma se andate a rivedere molte delle mie conferenze, vedrete come ho approfondito la questione. Non è un argomento nuovo, è una questione che va avanti da molti, molti anni. So che questo è sempre stato un argomento di discussione, fin da quando gioco. Ora è il momento di parlarne. Mi fa piacere che se ne parli di più. È necessario, perché la posizione dei giocatori non è quella che dovrebbe essere, né per quanto riguarda i tornei del Grande Slam, né per i circuiti professionistici. In generale, non è così. Ecco perché ho co-fondato l’associazione dei giocatori, la PTPA. È stata la mia ricerca di una soluzione più profonda e significativa, un po’ al di fuori del sistema, perché il sistema è strutturato in modo tale da non avvantaggiare i giocatori in tutti i settori”, ha concluso.

Djokovic ribadisce così il suo ruolo di leader anche fuori dal campo, evidenziando come la tutela dei giocatori non sia solo una questione economica, ma una necessità per la salute e la longevità dello sport stesso.

La discussione sui premi e sui diritti dei professionisti rimane aperta e sempre attuale, con la PTPA pronta a rappresentare la voce dei tennisti in un sistema che, secondo il serbo, ha bisogno di riforme più coraggiose e incisive.

Il dibattito sul futuro del tennis professionistico passa anche attraverso queste dichiarazioni, che richiamano attenzione su temi che vanno ben oltre il semplice risultato in campo, puntando a una visione più equa e sostenibile per tutti gli atleti.