L’Inter è estremamente soddisfatta del lavoro svolto da Cristian Chivu e per questo sta valutando di premiarlo con un prolungamento del contratto, in linea anche con la politica interna del club che evita di iniziare una stagione con un allenatore in scadenza. Dopo la finale di Coppa Italia, che potrebbe regalare un doppio successo raggiunto solo nel 2010 nella storia nerazzurra, il presidente Marotta incontrerà l’allenatore per formalizzare la proposta.
Il clima di armonia è una delle conseguenze del titolo conquistato, in attesa degli ultimi risultati che completeranno il giudizio sull’annata. Non sarà una singola partita, pur importante per un possibile restyling della bacheca, a determinare le strategie future. La società aveva puntato su Chivu già un anno fa, dopo le 13 partite alla guida del Parma, convinta che fosse la figura ideale per gestire un gruppo complesso e ricco di dinamiche interne. Quando Lautaro, reduce anche dalle tensioni con Calhanoglu e dalla delusione della finale persa contro il Psg, afferma che «c’era bisogno di aria nuova», non critica Simone Inzaghi, con cui manteneva un buon rapporto, ma riconosce che qualcosa si era incrinato dopo Monaco.
Chivu ha avuto il merito di accompagnare il cambiamento senza traumi, rimandando una rivoluzione più profonda condivisa con la dirigenza: l’Inter domina in Italia ma deve crescere in Europa, dove ritmo e intensità sono superiori. I contatti tra club e allenatore sono costanti e il confronto sul futuro è fissato dopo le due gare contro la Lazio. Lo scorso anno Chivu accettò l’incarico senza grandi negoziazioni, attratto dall’occasione e dalla mancanza di tempo.
Ora però la situazione è diversa: potrà avanzare richieste soprattutto sul piano tecnico, per adattare la rosa a un gioco più verticale. L’intenzione è intervenire sul mercato rispettando i vincoli economici, migliorando però accelerazione e resistenza della squadra. Il rinnovo prevede un aumento da 2,1 ai 3 milioni e nuova scadenza fissata al 30 giugno 2028. Anche Inzaghi in passato aveva ottenuto un trattamento simile dopo lo scudetto.
Nel frattempo, l’attenzione resta sul campo e sulla possibilità di doblete. Chivu chiede concentrazione massima, anche in vista della visita in Vaticano per l’incontro con il Papa, e valuta qualche rotazione senza però stravolgere l’assetto. Potrebbero riposare alcuni giocatori come Zielinski, Dimarco e forse Thuram, ma la squadra resterà competitiva. I giovani dell’Under 23 non partiranno titolari a Roma e verranno valutati nelle ultime gare per capire chi potrà restare nel progetto tecnico.