Al termine di Inter-Parma, il triplice fischio ha dato ufficialmente il via alla celebrazione: a San Siro è esplosa la festa per il 21esimo scudetto dell’Inter, con i tifosi nerazzurri tornati ad abbracciare i propri beniamini tra le mura amiche dopo quasi quarant’anni.
Sotto la Curva Nord, i giocatori e lo staff tecnico sono stati accolti da cori personalizzati, uno dopo l’altro, in un’atmosfera di entusiasmo totale. Nel corso dei festeggiamenti non sono mancati momenti di leggerezza e provocazione, con Thuram, Dumfries e Lautaro Martinez protagonisti del coro “chi non salta rossonero è”, rivolto ai rivali cittadini.
La festa dell’Inter non si è fermata al campo. Il gruppo si è spostato allo Sheraton San Siro, storico punto di riferimento anche per il calciomercato, dove la celebrazione è proseguita fino a notte inoltrata. Il primo ad arrivare è stato il vicepresidente Javier Zanetti, seguito da dirigenti e squadra al completo, con il presidente Beppe Marotta e il direttore sportivo Piero Ausilio.
Tra brindisi, musica e un DJ set, i protagonisti hanno festeggiato indossando la maglia bianca celebrativa del titolo. Un momento raccolto ma simbolico, anche perché proprio nello stesso hotel, due anni fa, era stata celebrata la conquista della seconda stella.
Fuori dall’hotel, però, la città continuava a chiamare. Durante il rientro in pullman, Federico Dimarco ha guidato l’entusiasmo dei tifosi invitandoli a proseguire la festa in Piazza Duomo, mentre Marcus Thuram si è distinto per energia e spirito celebrativo.
Dopo l’una, alcuni giocatori hanno lasciato la struttura, tra cui Alessandro Bastoni e lo stesso Marotta, mentre altri si sono diretti verso il centro di Milano. Poi, il momento più atteso: intorno alle due, Thuram, Dimarco e Pio Esposito sono stati accolti da un boato in piazza, raggiunti successivamente da Lautaro Martinez e Nicolò Barella.
Con un megafono, i calciatori si sono uniti ai tifosi improvvisandosi capi ultras, guidando cori e celebrazioni davanti a migliaia di persone. Solo dalle 2.30 la folla ha iniziato lentamente a defluire, chiudendo una notte destinata a restare nella memoria del popolo nerazzurro.