Un anno fa, Francesco Farioli piangeva sotto la curva dell’Ajax, dopo essersi visto sfuggire un titolo che sembrava già nelle sue mani. Il dramma della Eredivisie, persa per un solo punto, aveva segnato la sua carriera, cancellando quello che sembrava un futuro radioso.
L’Ajax, in difficoltà economica e con una rosa non attrezzata per competere ad alti livelli, era stato riportato in corsa per il titolo grazie al lavoro dell’allenatore italiano. Nonostante la delusione, chi guardava al percorso e non al risultato finale aveva capito che quello di Farioli era stato un miracolo, il quale si sarebbe poi rivelato solo il primo capitolo di una storia ben più grande.
Oggi, la realtà è ben diversa. Farioli è il protagonista indiscusso di una stagione trionfale con il Porto, che ha conquistato il campionato portoghese grazie al suo lavoro. Un anno dopo, le lacrime sono ancora presenti, ma stavolta sono dolci, di gioia, sotto l’abbraccio dei tifosi al Do Dragão, la fortezza dei Dragoni. È il primo titolo da allenatore per Farioli, ma difficilmente sarà l’ultimo.
Il percorso che ha portato Farioli a questa vittoria è stato segnato da scelte precise e da un mercato ben orchestrato. Dopo il Mondiale, il Porto si è rinforzato. In difesa sono arrivati il polacco Bednarek e Kiwior, mentre a centrocampo il club ha puntato su Seko Fofana per dare maggiore solidità alla squadra. Gabri Veiga è stato ripreso dalla sua breve parentesi in Arabia, e il giovane danese Froholdt è stato trasformato da Farioli in una macchina da guerra.
Oggi, Froholdt è valutato almeno 60 milioni di euro. Il Porto è diventato una squadra solida e spietata, capace di dominare in campionato con movimenti codificati e una difesa impenetrabile. Nel girone di andata ha stabilito un record storico nel calcio portoghese: 16 vittorie e un pareggio, con lo Sporting sconfitto nel suo stadio.
L’allenatore del Porto ha saputo sfruttare ogni singola risorsa a disposizione. Nonostante gli infortuni di giocatori chiave come De Jong e Nehuen Pérez, la squadra ha continuato a marciare imperterrita. A febbraio, quando il Porto ha subito la sua unica sconfitta stagionale contro il Casa Pia, in molti avevano cominciato a chiedersi se fosse possibile che la squadra di Farioli avrebbe ripetuto l’incubo di Amsterdam. Il pareggio contro il Famalicão a inizio aprile ha alimentato queste voci, ma Farioli ha saputo gestire la pressione e mantenere alta la concentrazione.
Il Porto ha resistito e, con il passare delle settimane, ha visto le sue rivali cedere. Lo Sporting, che avrebbe potuto avvicinarsi al Porto, ha perso il derby con il Benfica e ha pareggiato due volte, lasciando così il titolo praticamente fuori dalla portata. Il Benfica, pur rimanendo imbattuto, non è mai riuscito ad avvicinarsi al Porto, con i Dragoni che hanno mantenuto il loro vantaggio fino alla fine.
Farioli piange di gioia, ma la stagione non è ancora finita. Con il titolo già conquistato, l’obiettivo ora è battere il record di punti in campionato, stabilito da Sérgio Conceição con il Porto. Con due vittorie ancora da conquistare, Farioli e il Porto sono determinati a chiudere la stagione con 91 punti, un risultato che sancirebbe definitivamente la grandezza della sua impresa.
A soli 37 anni, Farioli si trova all’inizio di una carriera che si preannuncia ricca di successi. Il suo primo scudetto con il Porto è solo il punto di partenza di un cammino che potrebbe portarlo a nuovi trionfi, sia in Portogallo che in Europa. E come sono dolci, quelle lacrime.