Ripartire dopo la fine di un ciclo vincente non è mai semplice, soprattutto quando quel ciclo porta la firma di Gian Piero Gasperini. L’Atalanta lo ha sperimentato sulla propria pelle, tra le difficoltà incontrate nella prima parte di stagione e la necessità di ritrovare punti di riferimento solidi. E in questo processo di ricostruzione, una certezza ha fatto la differenza: Davide Zappacosta.
A Bergamo il suo nome non è una sorpresa, ma una conferma continua. Il legame con la Dea affonda le radici nel tempo, da quando il club lo scoprì nel 2011 tra le fila dell’Isola Liri. Oggi, a 33 anni, l’esterno continua a garantire prestazioni di altissimo livello, diventando un punto fermo anche per Raffaele Palladino, che difficilmente rinuncia alla sua esperienza e affidabilità. Non sorprende, quindi, la decisione della società di esercitare la clausola per il rinnovo fino al 2027, seguendo una linea già adottata anche con Marten de Roon.
I numeri raccontano una stagione da protagonista assoluto. Zappacosta è il secondo giocatore di movimento più utilizzato, con quasi tremila minuti distribuiti su 39 presenze complessive. Sempre presente, salvo rare eccezioni, ha saputo incidere anche sotto porta, soprattutto in questo 2026, dove ha già messo a segno tre reti. L’ultima, decisiva, contro il Hellas Verona, ha riportato alla vittoria un’Atalanta che ne aveva bisogno. Tra gli esterni difensivi in Serie A, solo Federico Dimarco ha fatto meglio in termini realizzativi.
Il rendimento dell’esterno nerazzurro va però oltre il presente. Dalla stagione 2014-15, quella del suo esordio in Serie A proprio con l’Atalanta, pochi difensori hanno saputo abbinare con la stessa continuità gol e assist. Ancora più significativo il dato relativo alle reti dalla distanza: dodici, un primato che certifica la sua capacità di incidere anche fuori dagli schemi tradizionali. Numeri che raccontano un giocatore spesso lontano dai riflettori, ma decisivo come pochi.
Rispetto alla scorsa stagione, il suo ruolo si è leggermente evoluto. Complice anche l’inserimento di nuovi interpreti, Zappacosta si è spostato stabilmente sulla corsia destra, dove continua a offrire equilibrio e spinta. Una posizione che, in prospettiva, potrebbe condividere con Marco Palestra, giovane talento destinato a crescere anche grazie all’esperienza di un compagno così affidabile.
Intanto, mentre Gennaro Gattuso osserva e costruisce le sue scelte per la nazionale, qualcuno a Bergamo si è chiesto se Zappacosta non meritasse un’ultima occasione in azzurro. Suggestioni che non cambiano la sostanza: il suo presente è ancora nerazzurro, e il suo contributo resta fondamentale. Il suo “ultimo ballo”, almeno con l’Atalanta, è appena stato prolungato fino al 2027.