Per mesi il mercato del Napoli è rimasto frenato, nonostante una situazione economica tutt’altro che fragile. Ora però lo scenario cambia radicalmente grazie a una modifica normativa che può aprire nuove prospettive.
Il nodo era legato al parametro del “costo del lavoro allargato”, cioè il rapporto tra ricavi e spese della prima squadra, fissato al 70%. Superare questa soglia comportava limitazioni sulle operazioni di mercato. Una regola rigida che aveva di fatto bloccato le manovre del club partenopeo a gennaio.
Nuove regole FIGC: più flessibilità finanziaria
Con l’intervento del consiglio federale della FIGC, le norme sono state aggiornate: i club che sforano il limite potranno ora coprire l’eccedenza non solo con aumenti di capitale o cessioni di crediti, ma anche utilizzando le riserve di utili disponibili, previa delibera dei soci.
Una modifica che amplia la valutazione della solidità finanziaria e premia società con bilanci sani. Ed è proprio qui che il Napoli può fare la differenza.
I numeri del Napoli: solidità e margine di manovra
Durante la gestione di Aurelio De Laurentiis, il club ha costruito basi economiche molto solide:
- 120 milioni di profitti aggregati negli ultimi anni
- 174 milioni di liquidità al 30 giugno 2025
- 190 milioni di patrimonio netto
- Riserve di utili pari a 216 milioni (poi scese a 195 dopo l’ultima perdita di esercizio)
Questi dati permettono al Napoli di utilizzare le proprie risorse per rispettare i parametri e, allo stesso tempo, tornare operativo sul mercato.
Strategia chiara: equilibrio prima di tutto
Nonostante la maggiore libertà, la linea del club resta prudente. Negli ultimi due anni la spesa sportiva è cresciuta di oltre 100 milioni e l’obiettivo è ora riportarla sotto controllo.
Il modello resta quello dell’autosufficienza: investire sì, ma senza compromettere la stabilità. La nuova normativa offre opportunità, ma il Napoli intende sfruttarle con attenzione, mantenendo il proprio equilibrio tra ambizione sportiva e sostenibilità economica.