L’unica vera notizia positiva per l’Inter riguarda il calendario: marzo, mese che rischiava di rivelarsi devastante, è finalmente alle spalle. I nerazzurri lo archiviano con una prestazione sofferta a Firenze e senza nemmeno una vittoria: due pareggi e una sconfitta in campionato, più un altro pareggio nella semifinale d’andata di Coppa Italia. Il bilancio offensivo è poverissimo, con appena due reti segnate, entrambe da Pio Esposito, e tre gol subiti, tra cui quello pesantissimo nel derby che ha incrinato diverse certezze.
Nonostante tutto, l’Inter resta in vetta alla classifica con un margine ancora rassicurante: sei punti sul Milan e sette sul Napoli. Tuttavia, entrambe le inseguitrici appaiono in crescita, soprattutto sul piano mentale. La squadra di Chivu rimane la principale candidata allo scudetto, ma la sosta per le Nazionali diventa un momento cruciale per trovare risposte a dubbi sempre più evidenti. Le prime arriveranno già a inizio aprile, con le sfide contro Roma e Como, partite tutt’altro che semplici e indicative dello stato di salute del gruppo.
Uno dei problemi principali riguarda la gestione del vantaggio. L’Inter ha già perso dodici punti da situazioni favorevoli, un dato preoccupante che evidenzia difficoltà nel controllare le partite. A questo si aggiunge una fragilità psicologica crescente: la squadra tende ad abbassarsi e a concedere spazio agli avversari, mostrando stanchezza non solo fisica ma anche mentale.
Fondamentale sarà il recupero di Lautaro Martinez, leader tecnico ed emotivo. La sua assenza ha inciso profondamente sul rendimento offensivo. Insieme a lui, servirà il contributo pieno dei rientranti, come Dumfries e Calhanoglu, e un deciso cambio di passo da parte degli attaccanti. Aprile sarà il vero banco di prova: per Chivu e per un’Inter chiamata a dimostrare di meritare fino in fondo il primato.