Non era scontato, ma la Fiorentina ha ritrovato sé stessa nel momento più delicato della stagione. Il successo contro la Cremonese non è stato solo tre punti: è stato un segnale forte, quasi una rinascita per una squadra che sembrava bloccata dalle proprie paure.
La formazione di Paolo Vanoli ha finalmente mostrato coraggio, qualità e identità, quelle stesse caratteristiche che negli ultimi anni l’avevano resa protagonista in Conference League. E proprio dall’Europa può ripartire la rincorsa viola.
Conference League, missione continuità
Contro il Raków, la Fiorentina riparte dal 2-1 dell’andata firmato da Albert Gudmundsson su rigore nel recupero. Ma l’obiettivo non sarà difendere il vantaggio: servirà una prestazione propositiva per confermare i progressi visti in campionato.
Il palcoscenico europeo, del resto, è casa viola: due finali e una semifinale nelle ultime edizioni rendono la Fiorentina una vera “regina” della competizione.
Qualità e coraggio: la svolta
A fare la differenza contro la Cremonese è stato l’atteggiamento. Basta gioco prevedibile e cross forzati: la Fiorentina ha scelto di rischiare, trovando soluzioni più efficaci.
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Fabiano Parisi ha sbloccato il match con un inserimento centrale
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Roberto Piccoli ha firmato il raddoppio con una verticalizzazione rapida
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Gudmundsson ha chiuso i conti con qualità nello stretto
Un cambio di mentalità evidente, che potrebbe rivelarsi decisivo anche contro un avversario come il Rakow, organizzato ma simile per struttura alla Cremonese.
Crescita costante
I numeri iniziano a sorridere: nel girone di ritorno la Fiorentina ha raccolto 15 punti, gli stessi di squadre come Lazio e Roma, allontanandosi dalla zona retrocessione.
La salvezza non è ancora matematica, ma il trend è positivo e il morale in crescita. In questo contesto, la Conference League non è più un ostacolo, bensì un’opportunità.
Nuove certezze e uomini chiave
La squadra sta trovando nuove risorse:
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Piccoli in crescita costante
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Moise Kean pronto a rientrare
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Parisi reinventato con successo in posizione avanzata
E ora spazio anche agli altri: Cher Ndour ha già lasciato il segno all’andata, mentre Giovanni Fabbian cerca il guizzo decisivo.
Obiettivo doppio
La Fiorentina ora ha due strade davanti: chiudere definitivamente il discorso salvezza e continuare a sognare in Conference League.