Le parole

Spalletti promuove Boga e rimanda Yildiz falso nueve

Kenan Yildiz ha servito l'assist vittoria a Jeremie Boga ma non ha convinto appieno Spalletti nel ruolo di centravanti.

Spalletti promuove Boga e rimanda Yildiz falso nueve

La Juventus ritrova risultati e solidità, ma anche nuove indicazioni tattiche per il futuro. Nel successo che consente ai bianconeri di tornare momentaneamente al quarto posto in classifica, Luciano Spalletti ha sperimentato soluzioni diverse, alcune nate quasi per necessità e altre per pura intuizione. Non tutte hanno dato gli esiti sperati, ma tra le prove della serata ce n’è una che ha convinto pienamente l’allenatore: l’utilizzo di Jeremie Boga in una posizione più avanzata del solito. Al contrario, non ha funzionato come previsto l’idea di schierare Kenan Yildiz da falso nove, ruolo in cui il giovane talento turco ha faticato a trovare riferimenti.

A fine partita il tecnico bianconero ha commentato le sue scelte, spiegando le sensazioni raccolte durante i novanta minuti. “L’ivoriano mi ha soddisfatto perché non l’avevo mai visto lì e invece si è mosso benissimo da attaccante – esordisce il tecnico della Juve a Sky – Yildiz invece non si trova benissimo lì perché non ha ancora l’arte dell’uomo che lo bacchetta da dietro. A farlo partire da lì gli si crea un po’ un problema”. Parole che confermano come l’esperimento con Boga possa rappresentare una soluzione interessante anche in prospettiva.

Nel corso dell’intervista Spalletti ha poi difeso apertamente Andrea Cambiaso, finito nel mirino delle critiche dell’ex bianconero Giancarlo Marocchi per la sua tendenza a muoversi molto sul campo senza mantenere una posizione fissa. L’allenatore ha respinto le osservazioni, rivendicando invece il valore di questa caratteristica nel sistema di gioco juventino. “Se non va a giro per il campo non gioca più. Se dà retta a te non gioca più – replica Spalletti -. Lui è bravo a fare il centrocampista anche perché questi mezzi spazi è meglio che li vada a occupare lui e si lasci l’esterno a fare uomo contro uomo. Questo fatto di andare a ritagliarsi gli spazi dove uno vuole è una qualità, perché sennò si dà forza alla fisicità degli avversari”.

Oltre agli aspetti tattici, l’allenatore ha sottolineato con soddisfazione la crescita della squadra nella gestione del possesso palla, uno degli elementi che secondo lui stanno rendendo la Juventus più matura e consapevole. Il secondo clean sheet consecutivo è il segnale di un equilibrio ritrovato, costruito anche attraverso un controllo più lucido dei ritmi della partita. “Si tiene più palla noi e nella consistenza di tenerla, che non deve essere un esercizio superficiale, ma per andare a ritagliare spazi per creare occasioni, bisogna essere bravi a non prendersi rischi di perderla – spiega -, ma a consolidare bene la fase di essere padroni del gioco e poi vanno scelti i momenti in cui si può rischiare di perderla. Stasera siamo stati perfetti in questo e fa parte della mentalità della squadra forte”.

In chiusura, Spalletti ha colto l’occasione per togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa. Il primo riguarda il pareggio arrivato nei minuti finali nella sfida contro la Roma, un risultato che secondo lui non ha raccontato davvero l’andamento della partita. “Il gol di Gatti a Roma? Voi siete così convinti che in quella partita nel primo tempo non ci si meritasse di più – punge -? Al 90′ quello che c’era a Roma me ne frega poco, anzi ancora meglio perché la squadra ha saputo reagire nelle difficoltà estreme”.

L’ultimo passaggio riguarda invece l’episodio del gol annullato a Conceiçao per il presunto fuorigioco di Koopmeiners, una decisione arbitrale che continua a far discutere. “Per me è buono: l’unico elemento per toglierlo è la vicinanza con il portiere, ma Koop non è fermo, è in movimento e va via e il portiere vede sempre palla – conclude -. Tant’è che il portiere non ha detto niente. E così si rimette in discussione una partita e, per come è stata giocata, non doveva esserlo”.