Il Bodo/Glimt continua a stupire tutti e si conferma la vera rivelazione di questa Champions. Dopo aver già compiuto un’impresa eliminando l’Inter nel turno precedente, la squadra norvegese riesce a imporsi anche contro lo Sporting con un netto 3-0. Per i portoghesi la situazione ricorda molto quella vissuta dai nerazzurri: nella gara di ritorno, davanti al proprio pubblico, dovranno provare una rimonta difficile per restare nella competizione.
Il successo della formazione allenata da Knutsen prende forma già nel corso della prima frazione di gioco. Il Bodo/Glimt parte con grande intensità e dimostra fin da subito di voler controllare la partita. La svolta arriva al 32′, quando Fet si presenta sul dischetto e realizza con freddezza il calcio di rigore che vale il vantaggio per i padroni di casa. La rete accende ulteriormente l’entusiasmo dello stadio e mette in difficoltà lo Sporting, che fatica a reagire.
L’episodio che indirizza definitivamente la gara arriva nei minuti di recupero del primo tempo. Proprio quando gli ospiti sembravano riuscire a limitare i danni prima dell’intervallo, Blomberg trova il gol del raddoppio. La sua rete vale il 2-0 e manda le squadre negli spogliatoi con il Bodo/Glimt saldamente in controllo della partita.
Nella seconda metà dell’incontro i norvegesi gestiscono il vantaggio con sicurezza, continuando però a rendersi pericolosi. Il colpo definitivo arriva grazie alla coppia che rappresenta uno dei punti di forza della squadra: Hauge e Hogh. L’ex Milan dimostra tutta la sua qualità inventando l’azione decisiva, mentre il bomber scandinavo si fa trovare pronto sotto porta e conclude senza esitazioni, firmando il gol del definitivo 3-0.
Il risultato finale dà al Bodo/Glimt un margine molto importante in vista del ritorno. Ai norvegesi basterà difendere il vantaggio a Lisbona per conquistare una qualificazione che sarebbe tanto storica quanto sorprendente. La squadra, però, ha già dimostrato nel corso della competizione di saper affrontare e vincere anche partite complicate lontano dal proprio stadio, motivo per cui il sogno europeo continua a essere più vivo che mai.