Il Napoli ritrova due pedine fondamentali proprio nel momento decisivo della stagione. Dopo settimane complicate, segnate da assenze pesanti e da un equilibrio tattico da reinventare, Antonio Conte può finalmente tornare a contare su due dei suoi uomini più importanti. Il rientro di Frank Anguissa e Kevin De Bruyne, seppur con minutaggi ancora limitati, rappresenta una notizia preziosa per una squadra che vuole restare agganciata alla corsa per un posto nella prossima Champions League.
Contro il Torino sono bastati pochi minuti per rivedere in campo entrambi, ma il loro impatto è stato immediatamente percepibile. Anguissa ha disputato l’intero primo tempo e la sua presenza in mezzo al campo ha restituito ordine e sicurezza a tutta la squadra.
De Bruyne, invece, è entrato nel finale e l’ingresso del fuoriclasse belga è stato salutato dall’ovazione dello stadio Maradona. Due rientri che permettono al Napoli di guardare con maggiore fiducia al futuro immediato, mentre lo staff medico lavora anche per recuperare Stanislav Lobotka e Scott McTominay. Per Conte, che nelle ultime settimane ha dovuto fare i conti con una vera emergenza a centrocampo, si tratta di segnali incoraggianti.
L’assenza di Anguissa si era fatta sentire in modo evidente. Senza il camerunese, il motore del Napoli aveva perso intensità e presenza fisica, costringendo l’allenatore a rivedere equilibri e soluzioni tattiche. Frank, del resto, è sempre stato un elemento difficilmente sostituibile.
Per caratteristiche e leadership è un giocatore unico nella rosa: forza nei contrasti, capacità di inserimento e una lettura del gioco che lo rende prezioso in entrambe le fasi. Con Conte, inoltre, il suo contributo offensivo è cresciuto sensibilmente.
Dopo le cinque reti segnate nelle prime tre stagioni in azzurro, l’arrivo del tecnico salentino ha coinciso con una vera trasformazione: dieci gol in appena quindici mesi, prima che una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra e successivamente problemi alla schiena lo costringessero a fermarsi.
Il suo ritorno apre di nuovo diverse possibilità dal punto di vista tattico. Conte può pensare a riproporre una mediana a tre, con un regista affiancato da due mezzali dinamiche e aggressive, oppure continuare sulla strada del 3-4-2-1 utilizzato con continuità da novembre in avanti.
In questo scenario McTominay potrebbe essere utilizzato con un raggio d’azione più ampio, magari alternandosi proprio con Anguissa per non offrire punti di riferimento agli avversari.
Se il rientro del camerunese restituisce equilibrio e potenza alla squadra, quello di De Bruyne garantisce qualità e inventiva negli ultimi trenta metri. Il belga vuole essere protagonista nel finale di stagione, anche per arrivare nella miglior condizione possibile al prossimo grande appuntamento internazionale con la sua nazionale.
Nei primi mesi a Napoli aveva già mostrato tutto il suo repertorio: visione di gioco, passaggi impossibili e una straordinaria pericolosità sui calci piazzati, trasformati spesso in vere occasioni da gol.
L’infortunio era arrivato proprio dopo aver trasformato un calcio di rigore contro l’Inter, il terzo centro personale in campionato, nella partita in cui il Napoli aveva dato la sensazione di poter restare in piena corsa per lo scudetto.
Senza di lui la manovra offensiva era diventata più prevedibile e Conte aveva faticato a trovare soluzioni alternative contro difese chiuse. Gli spunti di Neres prima e di Alisson poi hanno riportato brillantezza in attacco, ma il recupero di De Bruyne cambia inevitabilmente il peso specifico della squadra.
Già nella prossima sfida contro il Lecce il fantasista belga potrebbe aumentare il suo minutaggio e tornare progressivamente al centro del progetto tecnico. La sua esperienza europea e la capacità di decidere le partite nei momenti chiave rappresentano un valore aggiunto per un Napoli che vuole tornare stabilmente tra le grandi del continente.
Mister Champions è pronto a riprendersi la scena e a guidare gli azzurri nella parte più delicata della stagione. Per Conte, avere di nuovo Anguissa e De Bruyne significa ritrovare due certezze. E soprattutto due armi in più per continuare a inseguire l’Europa che conta.