Antonio Vergara si gode il momento con il Napoli e sogna anche l’azzurro della Nazionale. Il giovane centrocampista ha parlato del suo percorso e delle sue ambizioni in un’intervista concessa al Corriere della Sera, tra sogni, lavoro quotidiano e la consapevolezza di dover continuare a crescere.
«Playoff e Mondiali con l’Italia? Non lo so», ha raccontato Vergara. «Già essere andato a cena con Gattuso è stata una soddisfazione enorme. In questo momento ci sono tanti giocatori che meritano la Nazionale. Io però continuo a crederci: lavoro ogni giorno e provo a migliorare. Mi ha detto di continuare così, di non fermarmi».
Il centrocampista ha poi allargato il discorso al tema dei giovani nel calcio italiano, sottolineando una differenza culturale con altri Paesi europei. «In Europa tanti ragazzi a 17 anni giocano già in Champions League. In Italia si parla molto di talenti, ma forse non siamo ancora pronti culturalmente a considerarli davvero tali. Non chiamateci più giovani: nel calcio moderno non lo siamo. Penso, per esempio, a Pio Esposito. Ha due anni meno di me ed è fortissimo, sia fisicamente sia mentalmente. È uno che può rappresentare il futuro dell’Italia».
Vergara ha poi raccontato anche un retroscena legato al mercato di gennaio. «Quando torneranno tutti i titolari? Ci penso spesso, quasi ogni giorno, ma non mi dà fastidio. Nel calcio succede spesso. Io ho avuto la tenacia di restare in questo spogliatoio pieno di campioni, con l’idea di conquistarmi una maglia. A gennaio potevo anche andare via, questo era nei programmi. Poi però le cose sono cambiate e ho cercato di farmi trovare pronto. Sapevo di avere la stima di Conte».
Proprio il tecnico azzurro ha avuto un ruolo importante nel suo percorso. «Conte ripete sempre che ogni cosa ha il suo tempo e che nessuno ti regala nulla. L’unica volta che mi ha detto “bravo” è stata dopo la partita con il Genoa, che però avevo giocato male. Però avevo procurato il rigore al 95’ che ci aveva fatto vincere. Conte vuole vincere sempre, ed è questo che trasmette alla squadra».