Lo sfogo

Jimenez: “Il Milan doveva credere di più in me”

L'esterno spagnolo, riscattato dal Bournemouth, spiega i motivi dell'addio dal Milan e smentisce le voci di screzi con Allegri

Jimenez: “Il Milan doveva credere di più in me”

Alex Jimenez, riscattato ufficialmente dal Bournemouth per 19 milioni di euro più 5 di bonus (di cui il 50% destinato al Real Madrid CF) nello scorso febbraio, non è più un calciatore del Milan. Nonostante l’addio, il legame con la squadra che lo ha proiettato nel calcio dei grandi resta forte. In un’intervista rilasciata a gianlucadimarzio.com, il giovane spagnolo ha parlato con affetto del suo passato in rossonero, spiegando anche le ragioni che lo hanno portato a cambiare strada.

“È il club che mi ha lanciato in prima squadra – ha detto Jimenez -, che ho amato e che amo. Sono stato molto bene al Milan: non volevo andarmene. Ma quando è iniziata la stagione ho capito che non sarei stato protagonista: ci sono state varie situazioni che non ho apprezzato…Non mi è stata data la responsabilità che pensavo di meritare, dovevano credere di più in me. Vi faccio un esempio. A inizio stagione ho chiesto la maglia numero 2: ci tenevo per la tradizione di grandi terzini. Mi hanno risposto di no: dicevano che non ero pronto, che ero troppo immaturo. Si sbagliavano. Da lì, è vero, ho perso concentrazione e sono arrivato alcune volte in ritardo”.

Un atteggiamento che, secondo quanto emerso, avrebbe irritato Massimiliano Allegri. Tuttavia, l’episodio decisivo è stato il messaggio privato poi diventato pubblico, in cui il giocatore si lasciava andare a uno sfogo contro il tecnico (“Non ho neanche giocato… questo allenatore di merda”). A distanza di sei mesi, Jimenez ha ammesso l’errore: “È stata una cazzata. Non penso che Allegri sia un ‘allenatore di merda’ e lo dimostra la sua storia – le parole del giocatore a sei mesi di distanza – Stavo uscendo da una partita, non avevo giocato ed ero arrabbiato: ho sbagliato la persona a cui mandare il messaggio. Dal primo giorno ho chiesto scusa ad Allegri: non penso quel che ho scritto. E lui ha accettato le mie scuse. Ma tutte queste situazioni mi hanno tolto serenità e sono stato anche io a dire alla società di cercare soluzioni: il Milan è un club che amo e non volevo sentirmi male o influenzare negativamente la squadra con un mio cattivo momento”.

Sul possibile ritorno, il calciatore non chiude alcuna porta: “Ora sono concentrato sul Bournemouth, sono contento e sto giocando bene. Però certo, amavo il Milan e non chiuderò mai le porte a un club che mi ha dato tutto. Se oggi sono qui a giocare in Premier è anche grazie al Milan. Solo il tempo dirà”.