Le parole

Kalulu: “Bastoni? Meglio lasciarsi tutto alle spalle”

Il difensore della Juventus si è concesso delle dichiarazioni all'Equipe tornando anche sull'episodio controverso di Milano.

Kalulu: “Bastoni? Meglio lasciarsi tutto alle spalle”

Il sorriso è quello di chi non ha alcuna intenzione di tirarsi indietro, nemmeno nel momento più delicato della stagione. Pierre Kalulu si prende la scena in casa Juventus, una delle poche certezze in un’annata fatta di alti e bassi. Nell’intervista concessa a L’Équipe, il difensore francese mostra lucidità e ambizione, senza nascondere le difficoltà ma nemmeno lasciandosi travolgere dalle critiche.

Il momento è complesso. Cinque gare senza vittorie hanno alzato la tensione nell’ambiente bianconero e la qualificazione agli ottavi di UEFA Champions League si è improvvisamente complicata dopo il primo confronto con il Galatasaray. Kalulu, però, non arretra di un millimetro: “E’ una stagione ricca, come è normale nei grandi club, ci sono grandi speranze e ci viene chiesto di essere sempre all’altezza. Ma è una cosa che sogniamo fin da quando siamo ragazzini. Poi in questo mestiere ci sono obiettivi e si vedrà a fine stagione”. Parole che raccontano la pressione, ma anche la consapevolezza di chi sa di indossare una maglia che non ammette pause.

Il centrale francese affronta anche il tema delle critiche, inevitabili quando i risultati non arrivano. “Sono stato anch’io tifoso e so come funzionano le critiche. Sul momento c’è la frustrazione, la sfoghi sui social e poi te ne vai a dormire. Anche se ti criticano come persona, non va preso come qualcosa di personale. Mi dico sempre che se non voglio leggere certe cose, non devo andare sui social, neppure quando le cose vanno bene. Non ho bisogno che un qualsiasi utente mi dica se ho giocato bene o no”. Un approccio maturo, quasi distaccato, che testimonia una crescita evidente anche fuori dal campo.

La delusione più forte resta l’espulsione nel derby d’Italia contro l’Inter, episodio che ha fatto discutere e che ha lasciato strascichi. “Ho spento il telefono per non alimentarla. In tanti hanno parlato ma alla fine la squalifica è rimasta. Meglio lasciarmi tutto alle spalle. Ma non credo che questo abbia influito sulla partita con il Galatasaray. Sembrerebbe che cerchiamo scuse, invece abbiamo sbagliato la partita”. Nessun alibi, dunque, solo l’analisi cruda di una serata storta.

Fin qui, però, la stagione di Kalulu resta tra le più solide in casa bianconera. Presenza costante, riferimento difensivo, mentalità da leader silenzioso. “Voglio continuare così – dice il difensore – solo il campo ti dà legittimità anche agli occhi dei compagni. Gli avversari vanno studiati per spingerli a fare quello che non sono abituati a fare. Bisogna saper anticiparli di due o tre mosse, un po’ come negli scacchi. L’obiettivo è di essere il migliore e non solo difendere bene”.

E poi c’è l’orizzonte azzurro della nazionale francese e un Mondiale che si avvicina. “La nazionale è il top per un giocatore, un sogno d’infanzia e un privilegio. Mi sento pronto per il Mondiale”. Determinazione e ambizione, senza perdere il sorriso: la Juventus riparte anche da qui.